Dedichiamo a questo avvenimento civico il primo articolo de "La nostra
valle", nella convinzione che si tratta di un fatto che coinvolge tutto il nostro
entroterra e, in specie, la Valle del Cesano.
Il nome ufficiale del Museo è quello che abbiamo messo sopra e crediamo che occorra
spiegarlo, perché non passi inosservato.
Certo il ritorno a Pergola dei Bronzi dorati è motivo di gioia. Lasciamo perciò per ora
da parte ogni tipo di polemica, alla quale il modo di questa restituzione ambiguo e
insicuro darebbe spazio e ragione. Ma non è il caso di rendere triste un evento,
che di per sé è già un riconoscimento del buon diritto di questa comunità e che
perciò deve dare ai pergolesi e a tutti gli abitanti della zona non solo gioia, ma
incoraggiamento a operare in spirito di unione e di concordia.
Vorremmo dire che il Museo, di per sé, va oltre la stessa importanza dei Bronzi dorati,
in quanto rappresenta unaffermazione di storia, di civiltà, di cultura. Pergola ha
finalmente quello che, indipendentemente dai Bronzi, avrebbe già dovuto avere da molto
tempo. I Bronzi hanno, caso mai, operato il miracolo di far accadere quanto doveva
accadere.
Ci pare quindi intelligente il nome del Museo, che, pur mettendo al primo posto i Bronzi,
fa riferimento insieme alla "Città di Pergola". È come dire: Pergola merita un
Museo, perché Pergola è un Museo. Lo scriviamo non ironicamente, quasi a sottolineare
pesantemente che Pergola si presenta per molti aspetti quale una città in declino, fatta
di pensionati e di vecchi. Lo scriviamo invece con lintenzione di risvegliare nei
pergolesi stessi il senso della ricchezza artistica e culturale del loro paese, perché,
una volta consapevoli, si mettano allaltezza di tale posizione.
Linaugurazione avviene in un momento particolare della storia di questa città: è
stata colpita pesantemente, due anni or sono, dal sisma che ha sconvolto città e paesi
dellUmbria e delle Marche. Proprio questo doloroso evento ha fatto emergere quanto
prima a stento emergeva: Pergola ha un patrimonio sconosciuto ai pergolesi stessi; Pergola
ha un patrimonio non apprezzato spesso messo a rischio dai pergolesi stessi.
La bellezza del paesaggio, tra i monti e i colli che degradano verso lAdriatico, la
posizione scenografica e tutta sua della cittadina, che, ai piedi della Rocca, emerge e si
allunga nel pianoro delimitato dalla confluenza del Cesano e del Cinisco, è già elemento
che conferisce a Pergola una fisionomia inconfondibile.
Ma è poca cosa, se non si mettono nel conto palazzi, scorci caratteristici, chiese, che
arricchiscono il centro storico di luoghi nei quali si sono accumulati tesori sconosciuti
di arte.
E sono tornati alla luce capolavori ignoti e abbandonati e questo nonostante che per
decenni Pergola sia stata saccheggiata da antiquari senza scrupoli.
Le chiese, le tante chiese, gioielli di architettura; le tante statue lignee, oggetto
magari di sola devozione, ma non conosciute quanto ad autore, bellezza, finezza artistica,
valore intrinseco; le innumerevoli tele, delle quali solo ora, con i restauri, si
ravvivano colori, grazia, paternità (chi conosceva Giov. Antonio Scaramuccia, Lavinia
Fontana o Jacopo Piazzetta o Jean Boulanger o un Claudio Ridolfi di uno stupendo stendardo
bifronte, inchiavato e inchiodato dentro un cassone di S. Vitale o gli Ercole Ramazzotti
chiusi in episcopio o i tanti e validi discepoli del Barocci?); i tanti lavori in legno
dorato: altari, baldacchini, glorie, cornici; le stupende panche dipinte; lo stesso
reliquiario tardogotico del capo di S. Secondo, ora fulgente nella sua bellezza
restaurata
Il terremoto, tra tanti danni e paure, ha costretto a ricercare; ha cominciato a creare
una collaborazione, in passato quasi inesistente, tra Amministrazione Comunale e
Soprintendenze di Ancona e Urbino; ha fatto nascere rapporti tra Amministrazione e Curia
Vescovile per quanto riguarda la collocazione provvisoria di opere. Queste poi dovranno
tornare nelle chiese e ridare vita a un centro storico che è, nel suo insieme, la vera
ricchezza di Pergola, perché i visitatori non si fermino fugacemente al Museo, ma si
accorgano che Pergola è tutta da vedere, da visitare, da gustare
Però occorre che
i pergolesi capiscano per primi quanto la storia e lattività intelligente del
passato ha donato loro e incomincino ad apprezzare, a curare, a rispettare, a tener
pulito: insomma apprendano non solo i diritti o i vantaggi, ma anche i doveri di una
"città darte"
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