Un amico mi ha
passato il libro: "Leggilo! È scritto male, ma è interessante".
Sì, veramente è scritto male, forse perché è opera di più mani; ma ho cercato di
scorrerlo tutto, anche se
con sacrificio.
È del peggiore stile "clericale", dove "clericale" significa:
"di classe", "chiuso", "noioso", che "sa di
muffa"
. E dire che lo ha pubblicato "per onore della verità" una
Casa che si autodefinisce "laica e anticlericale"!
Cui prodest? A chi giova? Per conto mio non giova a nessuno, né alla storia, né alla
conversione, né alla cronaca. Serve solo al pettegolezzo e allo sfogo astioso evidente,
anche se condito di miele. Ed è tale, più o meno, dall'inizio alla fine, senza capo né
coda. Ed è contraddittorio. Se Paolo VI si lamenta, perché "il fumo di Satana"
è entrato anche in Vaticano - e lì la sua citazione viene letta seriamente - perché poi
anche lui viene presentato altrove come un avveduto carrierista?
E questo papa attuale, il quale "sul faro, come piantone infermo, continua a
riflettere la luce divina inoffuscabile" è davvero uno che "quella
masnada di invadenti purpurei, mandandolo in giro per i cinque continenti in libera
latitanza, lo hanno preso in giro per vent'anni, sostituendolo nelle dirigenza del timone
della barca di Pietro"?
Il Vaticano è fatto di uomini; questi uomini sono pieni dei difetti degli uomini. Come in
ogni luogo in cui si gestisce l'autorità, anche in Vaticano gli uomini sono soggetti alla
tentazione del carrierismo, della gelosia, del fare a spintoni
Tutto questo è tanto
"evangelico" che già nel Vangelo troviamo gli apostoli discutere su "chi
di loro fosse il più grande", ricorrere alla raccomandazione della
"mamma", rinnegare e tradire spontaneamente, come fanno quei prelati di Curia, i
quali hanno bisogno della raccomandazione di questo o quell'altro Cardinale o addirittura
della protezione subdola di mamma Massoneria per far carriera.
Nel libro, poi, si riconosce che in Vaticano ci sono anche dei buoni prelati, che lavorano
sodo nel duro servizio di impiegati e che non fanno carriera e non si preoccupano di
farla. Ché se invece se ne preoccupassero e non riuscissero a farla a motivo degli
intrighi di altri, non sarebbero poi così buoni ed evangelici, ma sarebbero come quelli
che ci riescono
Mi sembrano osservazioni elementari.
Chi ha scritto o coloro che hanno
scritto a quale categoria appartengono? Se sono di questi "buoni", capirebbero
che lì, in Vaticano, si sono trovati sicuramente in una posizione altissima e di grande
responsabilità e si guarderebbero bene dallo sminuirla con pettegolezzi e maldicenze,
anche se vittime di discriminazioni e ingiustizie.
Cristo ha insegnato a fare così. Se invece si rammaricano o si vendicano per non essere
riusciti a far carriera, sono
come gli altri.
Non hanno capito che là dove c'è di mezzo Cristo, là dove c'è una istituzione che essi
stessi riconoscono divina, non è assolutamente possibile usare il metro di misura che si
adopera per le istituzioni umane, quali ministeri e uffici di direzione. C'è Cristo di
mezzo!
Nel Collegio Apostolico chi tradisce finisce male ("Meglio per lui se non fosse
nato!"), chi è gretto e meschino viene continuamente invitato alla conversione e chi
non lo fa viene bollato con le parole dell'Apocalisse: "Fossi almeno freddo o caldo!
Ma siccome non sei né l'uno né l'altro, ti vomiterò fuori della mia bocca!". E a
Pietro Gesù seguita a dire: "Ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno.
E tu, una volta convertito, conferma nella fede i tuoi fratelli". Non è Giovanni
Paolo II stesso a domandare perdono per le colpe dei suoi predecessori e per le colpe
della Chiesa in questo intero millennio?
E chi non sa, appena che studi Teologia, che la Chiesa, infallibile nell'annunciare la
verità da credere (quando questa verità da credere e da vivere la ribadisce in alcuni
pochi casi straordinari), non è poi affatto impeccabile e non è affatto infallibile
quando si tratta della gestione pratica dell'autorità?
A me, credente, importa
relativamente se in Vaticano ci sono anche mediocri e traditori, gente che si fa avanti
nel momento della gloria e fugge e si nasconde nel momento della passione, se, alla fine,
da questa Passione che dura nei secoli il Cristo risorge sempre più vivo e glorioso.
Perché - ed è questo il vero motivo per cui amo la Chiesa santa e prostituta - è dalla
Chiesa Cattolica, Apostolica (e Romana) che, come da madre, ho avuto e ricevo il tesoro
prezioso, per il quale vale la pena di vivere: è dalla Chiesa che ho ricevuto e ricevo Cristo
Signore. |