Caro autore o
autrice o autori di lettere anonime,
Sono contento che ne hai mandata una anche a me, perché almeno mi dai occasione di
scrivere qualcosa in proposito.
Anzitutto che io sono un povero peccatore come gli altri e che non mi permetto, perciò,
di giudicarli, te compreso. Però come cristiano, come studioso di morale e, soprattutto,
come prete, devo essere in grado di valutare la gravità o meno dei peccati e di dire
quale ne è il giudizio secondo la Parola di Dio. Devo cioè istruire gli altri.
Ebbene devo farti sapere che di tutti i peccati, dopo quelli commessi direttamente contro
Dio (rifiuto di Dio, bestemmia, non santificare la festa) il peccato di scrivere
lettere anonime è in assoluto il più grave. Perché? Perché offende in modo enorme
non uno, ma tutti gli altri sette Comandamenti, che, come Gesù ha insegnato, sono tutti a
sostegno del grande precetto dell'amore verso il prossimo. E li offende non a viso aperto,
ma ipocritamente, vigliaccamente.
Chi scrive lettere anonime non onora, ma offende gravemente il 4° Comandamento, cioè
ogni genere di autorità: familiare, civile, religiosa (Ricorri al Vescovo - dici; ma
dimmi: Ricorrerai al Vescovo levandoti la maschera e svelando finalmente il tuo volto
mostruoso o anche con lui - come purtroppo penso - manterrai il tuo vigliacco anonimato?).
Chi scrive lettere anonime pecca gravemente contro il 5° Comandamento: "Non
uccidere" (sei un volgare assassino!); contro il 6°: "Non fornicare" (sei
un immondo scrittore di novelle boccaccesche!); contro il 7°: "Non rubare"
(rubi il buon nome, come un ladro di notte, coprendoti con una maschera sul volto); contro
l'8°: "Non dire falsa testimonianza" (sei uno sfrontato calunniatore!); contro
il 9°: "Non desiderare la donna d'altri" (stai cercando di distruggere delle
famiglie, con la farisaica scusa di volerle salvare
); contro il 10°: "Non
desiderare la roba d'altri" (vorresti distruggere ciò che c'è di più intimo e
privato nella società!). E allora tu chi sei? Secondo la Parola di Dio sei un potenziale
assassino, uno scostumato, un falso, un ladro, un animale violento e grossolano, un
ipocrita degno di Giuda, un Dongiovanni ripugnante, un Tartufo meritevole d'inferno.
Bella la "squadra del buoncostume" che a Pergola hai fondato! Avveleni questo
paese e contribuisci efficacemente al suo degrado sociale. È la creatura più diabolica
cui hai dato vita, come un mostro infernale e schifoso.
Sei credente? (Dici di parlare "a nome di tutti quelli che frequentano
l'Oratorio"!) - Spero di no, perché mi vergogno che tra gente cristiana ci siano
esseri così turpi e malvagi. Mi fa brutto pensare che uno che va in Chiesa sia così
viscido e nocivo, come un tumore maligno, come un bubbone sociale. Non sei credente? Mi
dispiace lo stesso, perché così si disonora anche la sola "umanità", la
bontà della natura dell'essere intelligente e libero.
Come prete io ti devo dire: Se vuoi salvarti, di qua e di là, convertiti! Se no - ci
creda o non ci creda - hai l'inferno assicurato. C'è solo una via di salvezza: che tu sia
pazzo e non ti renda conto di quello che fai.
Già hai ridotto la tua vita a un inferno. Non hai pace. Pensi sempre lì, di giorno e di
notte. Sei disperato, vedi che tutto ti casca addosso. E scrivi e telefoni, con il tuo
stile rozzo, volgare, sgrammaticato. E lo fai da mesi e mesi.
Le persone che tu vuoi colpire, fossero anche cadute nelle colpe che tu dici, sono molto
più nobili e onorabili di te, se non altro perché soffrono e sono, quindi, meritevoli di
comprensione, di fiducia, di affetto. Come puoi togliere la pagliuzza dal loro occhio, se
non vedi la trave che hai nel tuo?
Chi vuole la rovina degli altri per cattiveria, per invidia, per scopi
inconfessabili
, fabbrica la propria con le sue stesse mani e non pensa e non sa che
questo è solo l'inizio di un male che, se non se ne pente e non smette, diverrà la sua
distruzione e la sua condanna per l'eternità.
È la logica di Satana: rovinare, distruggere, uccidere per avere un solo premio: la
dannazione eterna.
Mi fai pena. Pregherò per te. |