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Il Cardinale Giovanni Cagliero

 

La Congregazione salesiana vanta, tra le altre, la figura luminosa del card. Giov. Cagliero, primo Vescovo e Cardinale tra i discepoli di Don Bosco.
Nasce l'11 gennaio 1838 a Castelnuovo d'Asti, muore a Roma il 28-2-1926. Ancor bambino orfano di padre, dopo aver frequentato la scuola elementare del paese, mostra chiari segni di vocazione sacerdotale. A 12 anni incontra per la prima volta Don Bosco. Dopo breve frequentazione, il Santo lo porta con sé a Torino, e subito lo presenta a mamma Margherita, la quale fa notare che non c'è posto per mettere a dormire il ragazzo. Si rimedia, collocandolo ai piedi del letto di un altro ragazzo.
Il giovane Cagliero mostra spiccate tendenze alla musica, fino a esibirsi in alcune romanze che vengono cantate nelle recite in Oratorio.
Don Bosco ne fa anche un ottimo catechista. Percorre rapidamente il "curriculum studiorum" fino a conseguire la laurea in teologia. Il 4-6-1862 celebra la sua prima Messa.
Il 14 novembre 1875 don Bosco invia Cagliero missionario in Argentina, a capo di un drappello di sacerdoti salesiani. In mezzo a gravi difficoltà, riesce a costruire una chiesa in un quartiere di Buenos Aires e di lì espande la sua azione, specialmente dove si trovano emigrati italiani.
Quando si accinge a penetrare in Patagonia, Don Bosco lo richiama in Italia (1877), dove fonda nuove Case salesiane. Così farà in Francia, Portogallo e Spagna.
L'8 dicembre 1884 Mons. Cagliero è consacrato Vescovo: lo stesso anno nel quale Guglielmo Massaia diventa cardinale e Giuseppe Sarto Vescovo di Mantova.
Nel 1885 parte per la Patagonia, dove insieme con altri missionari, con sangue e sudore, ottiene consolanti insperate conversioni. Torna in Italia sul finire del 1887, potendo così assistere alla santa morte di Don Bosco (31 gennaio 1888).
Don Michele Rua, succeduto a Don Bosco nel governo della Società Salesiana, nomina il Cagliero Vicario Generale per l'America Latina. Nel 1889 troviamo ancora il Cagliero in quel Continente, accompagnato da 50 nuovi missionari. Si avrà così una fioritura di parrocchie, collegi, scuole, ospedali, ecc.
Nel 1904, nominato arcivescovo di Sebaste, prima di tornare in Italia viene salutato dal Presidente della Repubblica Argentina: "Ecco il civilizzatore della Patagonia!".
Su proposta del card. Rampolla, il Papa Pio X nomina il Cagliero Delegato Apostolico nel centro America, come colui che più d'ogni altro conosceva quei territori, quelle popolazioni, quei Governi, e in forza della sua chiaroveggenza e prudenza erano state riallacciate le relazioni diplomatiche con la S. Sede, che si erano interrotte da 12 anni.
Per il servizio reso alla Chiesa e le benemerenze acquisite in campo apostolico, nel 1915 il Papa Benedetto XV lo crea cardinale. L'onore conferito al "figlio" si estendeva anche al "padre": Don Bosco.
Da cardinale fu a Lubiana, per l'incoronazione di un'immagine di Maria Ausiliatrice; in Austria, in Baviera e in Polonia a visitare gli Istituti salesiani di quei Paesi.
Nel 1919 è assegnato alla sede suburbicaria di Frascati. Pur nella sua tarda età, visita più volte quella diocesi, nella quale celebra un Congresso eucaristico con pieno successo.
Nel 1925 conduce ai piedi di Pio XI molti pellegrini per l'Anno Santo. Muore l'anno successivo all'età di 88 anni.
L'elogio più vero sta nel motto che si era scelto e al quale fu costantemente fedele: "Recto semper fixus calli ero" che si traduce: "Sarò sempre costante sul retto sentiero".

Don Fiorenzo Carbonari       

 

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