La prima parte
della parabola del figlio prodigo si conclude così, con questa apertura verso una gioia
che non finisce
Ci piace questa conclusione come simbolo della esperienza vissuta in questo mese dalle
Comunità cristiane della zona pastorale di Cagli e Pergola: l'Ordinazione Sacerdotale di
Don Federico Tocchini (Cagli - 11 settembre), la sua Messa Solenne nel paese di origine
(Massa di Cagli - 12 settembre) e, finalmente, la festa a Pergola per l'Eucaristia da lui
celebrata per la prima volta nella cittadina della Valle del Cesano, nella quale ha
esercitato per un anno il servizio di diacono (1998-99) e alle cui parrocchie il Vescovo
Diocesano lo ha ora destinato.
Pergola ha accolto Federico con tutti gli onori domenica 19 settembre in piazza Garibaldi,
dove, alle ore 18, egli ha presieduto la Messa, che con lui hanno concelebrato il Vicario
Generale della Diocesi, Mons. Ugo Ughi, e altri nove confratelli della zona. Un'altra
bellissima liturgia, sotto il tendone alzato per l'occasione, a scongiurare le sorprese
del tempo cattivo, in un centro che ha ancora inagibili le sue chiese più grandi a causa
del terremoto: un tendone, che però non è stato necessario, perché il clima non ha
fatto brutti scherzi, e che si è dimostrato insufficiente, tanta era la folla che si è
assiepata anche fuori, tutto intorno.
La festa è stata contraddistinta da un clima pieno di caloroso entusiasmo e di gioia
spontanea: l'organizzazione, la partecipazione attiva, i canti guidati da un bel coro di
giovani, gli interventi di saluto e di augurio (in particolare quello del laico Gentili
Carlo), l'omelia di Don Federico, l'offerta del dono-ricordo (una elegantissima stola
moderna, ricamata a mano, acquistata con parte della generosa contribuzione in denaro dei
pergolesi) e, alla fine, il rinfresco, che le parrocchie hanno predisposto in segno di
festa
evangelica, come nella parabola.
"E cominciarono a far festa".
Sì, si tratta di un inizio: la festa non deve finire.
C'è stata una gratificante risposta popolare: la gente ha dimostrato di intuire quanto è
rilevante per una Comunità la presenza e l'opera di un prete.
C'è stata lodevole collaborazione: la Comunità Montana ha prestato il tendone; gli
operai del Comune l'hanno montato; il Sindaco e la Giunta hanno agevolato in tutto il buon
andamento della preparazione e della realizzazione; molti volontari si sono prestati con
slancio per il trasporto e la sistemazione di tutto il necessario, sia per l'impeccabile
liturgia, sia per l'abbondante e ben organizzato rinfresco
Pergola ha proprio bisogno di questo: le sue tante e vivaci realtà, sia civili che
religiose, devono trovare il modo e la volontà di non andare ciascuna per suo conto, ma
di collaborare in un'armonica ricerca di costruire insieme il volto di una città degna
delle sue tradizioni cristiane, civiche, culturali.
Che questo sia in modo rilevante accaduto intorno a un giovane prete è di buon auspicio
per Don Federico e per i pergolesi.
Allora davvero possiamo sperare che questo è stato solo l'inizio di una festa che
durerà
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