La psicologia
viene definita come lo studio scientifico del comportamento degli individui e dei loro
processi mentali, con questa nuova rubrica, cercheremo di compiere un piccolo viaggio
all'interno del cervello umano per scoprire le relazioni tra questo, la mente e il
comportamento degli esseri umani, da quello apparentemente più banale a quello più
complesso, cercando di comprenderlo anche nei suoi aspetti più nascosti. Non ho
certamente la pretesa di fornirvi la "ricetta magica" per giungere alla piena
consapevolezza di voi stessi, ma solamente di facilitare a tutti l'approccio a tale
scienza ancora poco apprezzata ma certamente utile in tutte le forme di conoscenza,
inclusi i ricordi, le decisioni, i progetti, la trasmissione delle idee, la soluzione dei
problemi
.
Tenterò, per quello che mi è possibile, di rendere concreto l'utilizzo di questa
disciplina, affrontando di volta in volta temi, problemi, argomenti che ci toccano da
vicino e con i quali, ci troviamo a dover convivere ogni giorno.
Ho pensato di iniziare il nostro viaggio, affrontando un argomento comune a tutti e oggi
molto di moda, quello delle fobie, paure inconsce che emergono in particolari circostanze
della nostra vita.
Paure e fobie, nostre
compagne invisibili.
Tutti noi conviviamo con una
compagna silenziosa e invisibile: la paura.
Paura di un qualcosa che non sappiamo definire bene.
Quello che ci perseguita è un timore irrazionale che ci spinge a non compiere alcune
azioni o che ci fa evitare di trovarci coinvolti in determinate situazioni.
Un esempio banale, ma molto diffuso: c'è chi non sopporta di dormire in un ambiente
completamente buio, questo avviene anche negli individui che hanno passato da parecchio
tempo il periodo dell'infanzia. Le paure immaginarie, piccole "sindromi"
ingiustificabili, provengono dagli abissi della nostra psiche, non sempre sono
controllabili con la ragione e proprio per questo assumono un rilievo al limite della
patologia, cioè della malattia.
Questi fantasmi inconsci, che viaggiano nella parte più oscura di noi, vengono
generalmente definiti "fobie" e sono qualcosa di diverso rispetto ai normali
timori. Il fobico, cioè la persona assalita da una paura irrazionale (dalla fobia), non
solo non ne sa spiegare a se stesso e agli altri l'origine, e non ne ha quindi la capacita
di superarla, ma nasconde questo fenomeno sotto la cortina del silenzio. Così scopriamo
che chi viene colto dal panico all'idea di salire in ascensore, tende a giustificare
questo timore immotivato, inventando mille scuse, dice che salire la scala a piedi è più
salutare.
Anche chi ha la "sindrome dell'aereo" non confesserà mai la propria fobia,
tenderà quasi sempre a trovare le solite giustificazioni. Dunque le tendenze fobiche sono
sempre sottovalutate da chi ne soffre, liquidate attraverso sotterfugi.
Proprio per questo motivo sono difficili da combattere e nell'inconscio del soggetto
tendono a diventare sempre più evidenti fino a trasformarsi in handicap insormontabili. |