La Bioetica (in base alla definizione offerta dalla "Encyclopedia of
Bioethics" del 1978) è: "lo studio sistematico della condotta umana
nell'ambito della scienze della via e della salute esaminata alla luce di valori e di
principi morali".
La Bioetica, nel senso proprio del temine, nasce negli Stati Uniti innanzitutto ad opera
di Potter, che ne lanciò per primo il nome e il messaggio in un articolo scritto
dall'oncologo nel 1970, in cui individua il pericolo per la sopravvivenza dell'intero
ecosistema nella spaccatura tra due ambiti di sapere, il sapere scientifico e quello
umanistico. L'unica soluzione è la creazione di un ponte tra le due culture; perciò
l'etica non deve riguardare solo l'uomo, ma deve ampliare lo sguardo alla biosfera nel suo
insieme o meglio ad ogni intervento scientifico dell'uomo sulla vita in generale. La
Bioetica si deve dunque occupare di unire l'etica e la biologia, deve insegnare come usare
la conoscenza in ambito scientifico-biologico, perché è necessario, quindi che la
scienza biologica si ponga domande etiche.
Quattro sono i contributi fondamentali che vale la pena ricordare nell'ambito dell'origine
della Bioetica:
1. L'etica ippocratica (460-370 A.C.)
2. La morale medica ad ispirazione teologica (già il Cristianesimo introduce un concetto
fondamentale quale quello della persona umana) con il superamento del dualismo classico,
considerando l'uomo nella sua totalità anima-corpo, e il medico come Diaconos (servitore)
dei sofferenti; massima espressione della morale medica si ritrova nei discorsi di Pio XII
che si fa portavoce da un lato della denuncia dei crimini nazisti, dall'altro del pericolo
dell'avanzare del progresso tecnologico che nella sua ambiguità poteva, e può, essere
volto alla oppressione e soppressione dell'uomo. Altri importanti documenti li ritroviamo
in "Costituzione Pastorale Gaudium et Spes" nella parte che si riferisce alla
concezione dell'uomo e della famiglia; "Humanae Vitae" di Paolo VI del 1968;
dichiarazione sull'aborto procurato della S. Congregazione per la dottrina della fede del
1974; la lettera ai vescovi sulla sterilizzazione negli ospedali cattolici del 1975; la
Esortazione apostolica "Familiaris Consortio" del 1981; "Iura et Bona"
per l'eutanasia ed infine "Domus Vitae" (Giovanni Paolo II). Può essere anche
utile considerare che anche altre Chiese hanno dato indicazioni ai propri fedeli:
Consiglio ecumenico delle Chiese di Ginevra (1982), Codice islamico di Etica medica
(1981).
3. Apporto della filosofia moderna sulla riflessione sui diritti dell'uomo nell'Europa
soprattutto sdopo l'ultima guerra mondiale.
Dalla prima impostazione a interesse bioecologico (Potter) la Bioetica si arricchisce, in
seguito, di nuove riflessioni etiche-filosofiche sui problemi vecchi e nuovi della
medicina, della demografia e della ricerca sperimentale sull'uomo e sull'animale; pone
l'accento sul rapporto tra vita infraumana ed, infine, si confronta con gli apporti
dell'etica medica classica, delle varie dottrine, religioni e con i diritti dell'uomo. Di
qui sorge il problema della definizione della Bioetica non quindi come parte aggiuntiva
dell'etica medica, ma al contrario, come etica che concerne gli interventi sulla vita, e
sulla salute dell'uomo.
Fondamentale nella definizione del ruolo della Bioetica è il
"Documento di Erice" (Convegno internazionale di Erice del febbraio 1991), in
esso è riconosciuta la pertinenza specifica in quattro ambiti:
1. Problemi etici delle professioni sanitarie;
2. Problemi etici emergenti nell'ambito delle ricerche sull'uomo anche se non
direttamente terapeutiche;
3. Problemi sociali connessi alle politiche sanitarie (nazionali ed internazionali),
alla medicina occupazionale ed alle politiche di pianificazione familiare e controllo
demografico;
4. Problemi relativi all'intervento sulla vita degli esseri viventi (piante, animali e
micro-organismi) e in generale ciò che si riferisce all'eco-sistema.
La Bioetica è un'area di ricerca che si avvale di una metodologia interdisciplinare, ha
per oggetto l'esame sistemico della condotta umana nel campo delle scienze della salute e
della vita, in quanto questa condotta è esaminata alla luce di valori e principi morali
(Encyclopedia of Bioethics, 1978).
Le finalità della Bioetica consistono nell'analisi razionale dei problemi
morali legati alla biomedicina e della loro connessione con gli ambiti del diritto e delle
scienze umane.
L'ultima considerazione riguarda la divisione della Bioetica in:
1. Bioetica generale che si occupa delle fondazioni etiche, è una vera e
propria filosofia morale nella sua parte fondamentale ed istituzionale (deontologia,
legislazione e diritto internazionale).
2. Bioetica speciale che analizza i grandi problemi affrontati sotto il
profilo generale tanto sul piano medico che su quello biologico (ingegneria genetica,
aborto, eutanasia, sperimentazione clinica etc.
3. Bioetica clinica o decisionale che esamina nei singoli casi clinici quali
siano i valori in gioco e quali vie intraprendere senza modificarli.
Dott.ssa Marina Cicerone
Bibliografia
E. SGRECCIA, Manuale di Bioetica,
1998.
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