Nasce a Venezia il giorno 11 maggio 1864. Sua passione:
poesia e musica. Frequenta e consegue il diploma presso il Liceo musicale "Benedetto
Marcello" di Venezia. Diventa compositore apprezzato. Dice di lui il prof. Mario
Vitali del Conservatorio: "E' poeta nell'anima, sia che scriva versi o note
musicali, e la sua arte dà sensazioni sottili e squisite".
Dopo una giovinezza tesa al godimento della vita e religiosamente indifferente, il Gualdo
cambia radicalmente quando incontra Ida, la donna che, novella Beatrice, sarà sua guida
di salvezza.
La conversione procura al Gualdo frizzi e sarcasmi da parte degli amici di un tempo, come
un giorno accadde a S. Francesco, del quale il Nostro fu devoto ammiratore, sì da
aderire, insieme con la sposa, al Terzo ordine francescano.
Ogni mattina, di buonora, entra nella chiesa degli Scalzi, vicino a casa sua. In quella
casa il poeta prega e ama, canta e lavora.
Amante della sua terra, si vede costretto a lasciarla, dopo Caporetto, per andare nella
graziosa cittadina di Romagna, Meldola; qui Fabio offre la sua opera per solennizzare la
liturgia, suonando l'organo nelle varie chiese. Può quindi tornare a Venezia, felice di
rivedere la sua terra.
La poesia del Gualdo spazia su ogni argomento: sacro e profano, più sacro che profano. Fu
chiamato "cantore dei santi". Scrive "Laudi alla Vergine", canta la
natura che nelle sue bellezze parla di Dio. Scrive di lui il prof. Aquilanti
dell'Università di Roma: "La natura si dispiega dinanzi al poeta in tutto il suo
splendore, come ordine, come cosmo, secondo la meravigliosa intuizione dei Greci. Ma la
natura non è fine a se stessa: è altare di Dio". |