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    Un libro al mese...
                   a cura di Giuseppe Milito

 

IL RITRATTO DI DORIAN DAY
di
Oscar Wilde (1854 - 1900)

"Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o scritti male. Questo è tutto".
Nella prefazione a "Il ritratto di Dorian Gray" c'è questa frase fondamentale che dovrebbe illuminare la mente di chi legge.
Se non la condividete, meglio per voi! Vuol dire che non avete perso la capacità di ragionare e di avere delle idee.
Se invece pensate che non sia il caso di parlare di un libro di Oscar Wilde in un giornalino di ispirazione cattolica, peggio per voi! Vuol dire che avete bisogno di aprire la vostra mente e potrebbe trattarsi di una missione impossibile.
La storia è arcinota. Dorian Gray è un giovanotto che conserva l'aspetto di una persona pura; chiunque lo vede non riesce a pensare nulla di male su di lui nonostante quello che si dice sul suo conto.
"I discorsi licenziosi tacevano improvvisamente quando Dorian Gray entrava in una stanza; vi era, nella purezza del suo volto, qualche cosa che suonava rimprovero, e la sola sua presenza sembrava ricordare a chi li(?) faceva un'innocenza che essi avevano macchiato".
In realtà non c'è un individuo più corrotto, ma solo il suo ritratto rivela il marcio che c'è in lui. Il ritratto è il suo vero volto tenuto accuratamente nascosto e ogni tanto osservato con compiacimento: "Sempre più si rimirava nella sua bellezza, con sempre maggiore interesse seguiva il corrompere della sua anima".
Alla fine del romanzo Dorian Gray si rivela a tutti per quello che è, e il suo ritratto riacquista lo splendore iniziale ma, per il valore del libro, va oltre la vicenda narrata. E' soprattutto un libro scritto bene, un'esercitazione ad altissimo livello di tecnica e cultura letteraria.

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