Abbiamo
finalmente una Guida di Pergola.
In occasione dell'apertura del
Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola il Comune ha sponsorizzato l'uscita del
volumetto "Pergola, la città dei Bronzi dorati - Guida ai reperti e alla città a
cura di Paolo Fadelli", stampato a Todi presso la LITOGRAF nell'ottobre 1999. La
pubblicazione si raccomanda per la sua completezza e serietà e, nello stesso tempo, per
la sua agilità, precisione ed eleganza. Senza perdersi in tanti inutili discorsi,
presenta, in maniera facile alla consultazione e scorrevole alla lettura, tutto ciò che a
Pergola può costituire oggetto di attrazione dal punto di vista storico e artistico. La
stampa nitida, la fotografia piacevole e il prezzo alla portata di tutti rendono
accessibile il volume a tutti quelli che si compiacciono di conoscere i pregi di una
piccola, ma interessante città. Tutte le famiglie di Pergola farebbero bene a
procurarsene almeno una copia. Ci rallegriamo con chi ha voluto e curato quest'opera di
cui si sentiva la mancanza.
Uscirà alla fine di questo mese
di Novembre dalla tipografia "Quattroventi Edizioni" di Urbino il volume di Vittorio
Caprini: "Storie di Provincia", preannunciato come "spaccato di vita
provinciale: fatti, aneddoti, macchiette, personaggi, vita politica, il tutto in chiave
mnemonico-onirica, ambientato il 95% a Pergola e relativo al periodo 1941 - 1972".
L'opera, così presentata, stimola interesse e curiosità. Le auguriamo un buon successo e
una larga diffusione.
Rivolgersi a "Quattroventi Edizioni" - Dr. Giorgio Balestrieri - via Dini, 16 -
61029 Urbino - tel. 0722 - 2588; fax 320 998; e-mail: quattroventi@info-net.it .
L.R.
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...e a
dicembre esce anche il nuovo "Sotto la Pergola"
Uscirà a dicembre anche
l'attesissima seconda edizione del volume Sotto la Pergola di Eugenio Marcucci.
Il libro narra di storie semplici, diventate in qualche modo filosofia di vita cittadina.
E' una Pergola che non c'è più quella raccontata da Marcucci, ma della quale resistono
gli aneddoti, i personaggi e, in qualche misura, il modo un po' scanzonato di affrontare
la vita. Per questo, nonostante il passare degli anni, è ancora oggi possibile imbattersi
a Pergola in chi, di fronte alla richiesta di denaro risponde: "
`n sariano
manco tanti, a avecceli!" Così come capita di sentir ripetere i simpatici sfondoni
del famoso Pippo di Bestuscia, o frasi tratte da celebri comizi in piazza Ginevri.
Per gli amanti del genere il nuovo Sotto la Pergola è davvero una miniera,
arricchito com'è di nuovi ritratti e tante novelle.
Il volume però è anche qualcosa di più: è la fotografia della provincia italiana
scritta da un bravo professionista, perché - come scrive Franco Piccinelli nella
prefazione - cambiano i nomi e a volte le situazioni, ma il sapore che emana da quelle
pagine appartiene a tutti coloro che hanno avuto la fortuna (noi la consideriamo tale) di
trascorrere alcuni anni della propria vita in una piccolo centro di periferia.
Anche questa volta, è giusto ricordarlo, la pubblicazione è stata possibile grazie alla
collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo di Pergola, sempre sensibile alla
promozione della pubblicistica locale.
Alla sua prima uscita il libro andò letteralmente a ruba e molti furono coloro che non
riuscirono ad acquistarne una copia. C'è da aspettarsi che anche questa volta avrà un
grande successo.
Riportiamo di seguito in anteprima un piccolo brano tratto dalla nuova edizione.
"
Di mestiere Pippo
faceva il fattore, il sensale, il mediatore, e si occupava un po' di tutto, vino animali
terreni, purché ci fossero qualcosa da scambiare e un adeguato guadagno. I contadini ne
avevano molta considerazione perché era bravo ma anche per quel suo linguaggio che a
loro, poco in dimestichezza con il vocabolario, sembrava forbito e colto e invece faceva
venire le convulsioni per il gran ridere ad amici e conoscenti meno ruspanti e più
acculturati.
Pelato come una palla da biliardo, alto e magro, estroverso, allegro, sprizzava vitalità
e distribuiva buonumore . Era capace di mettere d'accordo il diavolo con l'acquasanta. Si
muoveva per fiere e mercati con la disinvoltura di un pesce nell'acqua e se doveva
convincere qualche villico sospettoso dava fondo alle sue inesauribili risorse. Come
quando lo incaricarono di vendere un terreno il cui maggior pregioerano dieci piante di
noci.
- Guarda, compralo a occhi chiusi. E' un affare, e poi è un campo molto nocivo...
Uno dei suoi concorrenti si
faceva assistere dalla figlia, una fiorente ragazza il cui gradevole aspetto facilitava le
trattative. Pippo ne era ammirato e un giorno, in vena di complimenti, non riuscì a
trattenersi: "Lei, signorina, oltre a essere giovane e bella è anche molto
commerciabile".
Se i contadini avevano qualche
rivendicazione da fare, Pippo non si tirava indietro e partecipava alla lotta. Si
trattava, il più delle volte, di proteste che si concludevano con una grande abbuffata:
pane, salame, formaggio e damigiana al seguito, e senza intemperanze. Anche adesso finisce
tutto a tavola, ma il clima da bonario che era s'è fatto incandescente, con il contorno
di letame utilizzato, come ci hanno fatto vedere i COBAS del latte, più che per
arricchire la terra per concimare la polizia.
Un gruppo di coltivatori diretti un giorno decise di andare fino a Roma, al Ministero
dell'Agricoltura, e Pippo l'accompagnò. La delegazione, piuttosto folta, era attesa dal
sottosegretario che aveva l'ufficio al sesto piano del palazzone del Ministero. Alcuni,
più baldanzosi, infilarono le scale. Pippo li precedette con l'ascensore e la cosa lo
entusiasmò tanto che al ritorno non la finiva più di raccontare:
- Gli altri hanno aspettato, io invece ho fatto prima, ho preso l'ascensione...
- L'ascensione, Pippo?
- Eh, m'ha portato su in un momento....
Quell'ascensione ogni volta faceva smascellare gli amici.
- E poi per scendere, Pippo, che cosa hai preso, il Corpus Domini?
Lui non capiva la battuta e la ragione di quelle risate.
D'estate i pergolesi avevano la
loro spiaggia preferita a Cesano di Senigallia, che diventava una specie di succursale del
paese: famigliole intere, stesse facce, stessi discorsi, stesse amicizie. Pippo ci andava
con la sua 500 giardinetta e con la Danda (Jolanda, la moglie) per godersi un po' di mare.
Capitava talvolta che il tempo volgesse al brutto. Ci fu anche un vero e proprio tornado,
con un vento che faceva volare sdraio e ombrelloni.
- Se non stavo attento, quel ventaccio portava via anche me. Per fortuna mi sono attaccato
a una paralizzata..." |