In un panorama
televisivo deprimente, una delle poche trasmissioni da salvare va in onda dal lunedì al
venerdì su RAI 3. Si chiama "Geo e geo" e io la guardo quasi sempre.
Giustamente non ve ne importa un fico secco, ma se avrete la pazienza di seguirmi, il
discorso potrebbe diventare interessante. Voglio parlarvi di una puntata dedicata ai
terremoti, un argomento che non può non interessarvi, visto che ogni tanto ci capita di
"ballare".
Mi sono sempre chiesto perché di fronte alla possibilità di studiare un sistema che
consenta di prevedere i terremoti sia stato sempre alzato un muro di scetticismo. La
spiegazione l'ho trovata guardando quella puntata di "Geo e geo". Nel
corso del programma è stato trasmesso un documentario che presentava lo scenario di un
catastrofico terremoto che potrebbe sconvolgere Los Angeles in un lontano futuro. Ebbene,
potete scommettere che in quel lontano futuro la situazione sarà sempre di chiusura verso
la ricerca di metodi sicuri per la previsione. Non cambierà niente perché si penserà
esclusivamente ad aprire il pozzo dei miliardi destinati alla ricostruzione. Tanto è vero
che il filmato si è concluso con la nascita della nuova Los Angeles, più bella e più
moderna di prima. Chissà, forse il progetto è già pronto. Peccato che la nuova città
sia destinata a sorgere sui cadaveri di migliaia di persone che si potrebbero salvare se
si finanziasse la ricerca e si studiassero i piani di evacuazione.
Capite qual è il problema? Siamo in una situazione di fatalismo, si esclude la
possibilità di prevedere i terremoti e viene messo in preventivo un certo numero di
stragi tutti gli anni.
Questo inquietante atteggiamento è stato confermato da un illustre esperto di terremoti,
ospite della trasmissione insieme ad alcuni scampati ai tanti movimenti tellurici che
hanno colpito, più o meno gravemente, l'Italia. Alla domanda della presentatrice:
"Lei si è mai trovato coinvolto in un terremoto?" l'esimio studioso ha così
risposto: "Purtroppo no. Mi interesserebbe molto trovarmi coinvolto in un sisma per
verificare i progressi fatti dalla Protezione Civile".
Ma si può? Come si fa a dare una simile risposta di fronte a un gruppo di persone che a
causa del terremoto ha perso tutto? A onor del vero devo dire che il famoso professore ha
sempre detto cose sensate; si vede che questa volta gli è scappata una frase infelice.
Può succedere a tutti, ma sono molto perplesso. L'esperto potrebbe obiettare che lui è
sempre stato in prima linea nel sostenere la necessità di costruire secondo criteri
antisismici. E' vero, ma in certe zone del mondo non basta. Nel caso di un violentissimo
terremoto, come quello che potrebbe colpire Los Angeles, verrebbe spazzato via tutto e
solo con la previsione e l'evacuazione si potrebbero salvare vite umane. Altra obiezione:
ma anche se Los Angeles venisse evacuata dovrebbero ricostruirla lo stesso. La risposta è
facile: ricostruire, certo, ma non dopo una strage. |