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  Ai lettori...

 

Entriamo nel 2000. Si tratta solo di un numero, nulla di più, ma non si può negare che l'evento susciti una certa emozione. Non capita a tutte le generazioni di vivere un esperienza così!
Forse per questo, siamo tutti presi da una certa smania di fare qualcosa: c'è chi programma viaggi, chi cene luculliane, chi si appresta a vivere il fatidico capodanno in luoghi "indimenticabili", chi ha già prenotato un viaggio nello spazio. Alcuni amici mi hanno proposto di trascorrere quell'istante sulla cima del monte Catria, altri mi hanno confidato che, in un modo o nell'altro, si daranno alla pazza gioia. E' lo specchio della frenesia dell'uomo moderno che davanti all'evento non sa come comportarsi; spesso, quando viene messo di fronte a ciò che in qualche modo è più grande di lui, reagisce dando fiato all'unica tromba che è certo di saper suonare; e spende. Da anni infatti studia sempre lo stesso spartito: quello del consumismo. Bombardati da ogni tipo di pubblicità di giorno e di notte siamo ormai maestri nel dar fondo al portafoglio. Compriamo di tutto: l'Omino bianco, la Valle degli orti, il GSM, il Dual band, il Game boy, la Play (station, ovviamente!).
Quindi anche l'arrivo del 2000 è l'occasione per sperperare denaro. Così come ormai accade per i compleanni, gli onomastici, il Natale, l'Epifania, anche per il nuovo millennio reagiamo, più o meno inconsapevolmente, buttando un po' del nostro guadagno.
Gli economisti si premurano di dirci che se non facessimo così il sistema economico si fermerebbe. Siamo insomma diventati delle macchine che valgono non solo in quanto producono ricchezza, ma anche e soprattutto in virtù di ciò che spendono. Che dire?
Noi una proposta la vogliamo lanciare, di quelle silenziose, che non danno fastidio a nessuno, di quelle che non si vedono e non si sentono.
Per il capodanno del 2000 facciamo sorridere qualcuno.
Anziché andare in un locale a lanciare i cotillon, a fischiare nelle trombette e a baciare sconosciuti sudaticci, rimaniamo a casa, invitiamo qualcuno che trascorrerebbe quel momento da solo: un anziano, un povero, un amico con cui abbiamo incrinato i rapporti e facciamolo non tanto per lui, ma per noi. Certo ci divertiremo di più e andremo a letto più contenti. Perché siamo uomini, diamine! Mica juke-box.
Il nuovo millennio può iniziare anche così, riscoprendo i valori.
Buon anno a tutti. 

Paolo Fadelli     

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