Durante una cena
fra amici, atra le altre amenità, sono saltate fuori alcune battute di Rumori, il noto
figaro anconetano trapiantato a Pergola fra la prima e la seconda guerra mondiale. Forse
qualche lettore potrebbe già conoscerle. Io, sinceramente, una ne ricordavo, ma due erano
nuove. In breve le racconto tutte e tre chiedendo venia a chi le avesse già sentite.
Una domenica sera Rumori andava in bicicletta per il corso piuttosto affollato.
Serpeggiando e schivando ora l'uno ora l'altro, ad un certo punto imbarca un poveraccio da
dietro e lo fa rotolare a terra. Mentre si stava rialzando riconosce il suo investitore e
cono tono di rimprovero: - Ma almeno Vincè me la potevi fa `na sonata!. - E questo di
rimando: - Ma io co' ne sapevo che te piaceva la musica!
Arrivato ad una certa età, anche a causa di qualche bicchiere di più, la mano di
Vincenzo non era più tanto ferma per fare la barba ai vivi, così si era messo a fare il
barbiere dei morti, almeno quelli non si lamentavano del servizio.
Un giorno ad un povero deceduto era rimasto un occhio quasi aperto e, mentre gli faceva la
barba, più glielo chiudeva e più quello si riapriva. Ad un certo momento, scrollando la
testa, gli dice: "È inutile, amico mio, che mi accenni il tre, tanto la partita
ormai è persa!".
Prima della costruzione dei colombari, la maggior parte delle salme veniva inumata
nell'ara comune. Poiché l'addetto a preparare le fosse era malato, in Comune pensarono di
chiamare Rumori. Così una mattina presto fu accompagnato da una guardia al cimitero per
quella incombenza. Gli venne segnato il posto con le relative misure: 2 metri lunghezza, 1
metro larghezza, metri 1,50 profondità. La guardia ripartì lasciando Rumori all'opera.
Era di maggio e cominciava a fare caldo e
"All'ombra dei cipressi" (senza
quello che segue) non si stava proprio male. Verso mezzogiorno la guardia tornò per
verificare a che punto fosse il lavoro e trovò Vincenzo che fumava tranquillamente,
seduto sull'orlo della fossa profonda appena 25-30 centimetri.
Bastò una rapida occhiata per capire che per il pomeriggio la fossa non poteva essere
pronta, e
"Ma cosa hai fatto Vincé tutta la mattinata che sei ancora tanto indietro? E Rumori:
"Se leggi là, capisci subito!"
Allora la guardia sentendosi preso in giro si arrabbiò di brutto: "Ma qui non c'è
né da leggere, né da scrivere; c'è che la fossa deve essere pronta per le cinque; te
l'avevo detto no?"
E Rumori senza scomporsi: ma allora è vero che non sai leggere. Guarda cosa c'è scritto
su quella Croce: "RIPOSA IN PACE". "Io le ultime volontà dei morti le ho
sempre rispettate". |