"PARIGI
NEL VENTESIMO SECOLO"
di Jules Verne (1828 - 1905)
E così, ridendo e scherzando, siamo arrivati al 2000, che sarà anche una bella cifra
tonda, ma soprattutto è una bella fregatura.
Il romanzo di Verne, scritto nel 1863, descrive la Parigi di un futuro che è il nostro
presente con una incredibile precisione, ma nemmeno la lungimiranza di un eccelso
scrittore poteva immaginare la colossale balla che avrebbe caratterizzato il ventesimo
secolo: la data della sua fine e della fine del millennio. Si continua ad ignorare chi
afferma, con ragione, che il secondo millennio finirà il 31 dicembre 2000 e si continua a
sostenere imperterriti che finirà il 31 dicembre 1999. Non sarebbe un grande problema e
non varrebbe la pena di parlarne, se non ci fosse di mezzo la famosa fregatura. Molti,
convinti che la data fatidica sia il 31/12/1999, sono disposti a spendere anche grosse
cifre pur di trascorrere un memorabile passaggio di millennio. Poi, finita la festa,
vedrete che si comincerà a parlare con insistenza del Capodanno del 2001 come della vera
data da festeggiare senza badare a spese. Così il popolo bue sgancerà altri soldi e la
fregatura sarà completa. Naturalmente tutto ciò riguarda chi non può fare a meno di
festeggiare il Capodanno. Chi, come me, pensa che non ci sia niente da festeggiare non
corre alcun pericolo. Ma siamo pochi e nemmeno ci conosciamo.
Sì, lo ammetto; ho scelto "Parigi nel ventesimo secolo" anche per
parlare della fregatura della fine del millennio, ma non potevo farne a meno. Verne
scrisse il romanzo quando non era ancora celebre e naturalmente venne preso per matto. Ma,
per sua e nostra fortuna, già due anni dopo poteva pubblicare "Dalla Terra alla
Luna" senza essere ricoverato in una casa di cura.
Grazie alla sua straordinaria conoscenza scientifica riuscì, con un anticipo di circa
cento anni, ad intuire molti aspetti del nostro mondo, dal punto di vista del progresso
tecnologico, ma anche da quello morale, politico e culturale. Riguardo a questo aspetto
anticipò il degrado e lo squallore dei nostri giorni; l'ambiente ideale per i venditori
di fumo che ci raccontano tante balle e ci vogliono fregare. Ma non ci riusciranno. Forse.
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