Quando il tempo
giunse alla sua pienezza Dio mandò nel mondo il suo figlio, nato da donna, nato sotto la
legge. Pochi pastori furono presenti allo spettacolo del Dio Bambino, nato in una stalla,
deposto nella mangiatoia. Da allora e forse più di allora tutti i poveri della Terra
faranno spettacolo: bambini morti di fame, bambini venduti, bambini violentati, una
continua strage degli innocenti. Non possiamo passare al nuovo millennio, che sia
veramente nuovo, girando la testa e chiudendo gli occhi per non vedere. Questo spettacolo
l'abbiamo procurato tutti noi con scelte insensate e irresponsabili. Ci auguriamo pertanto
che riappaia la stella scomparsa e che la sua luce ci guidi per un nuovo cammino in cui
ciascuno possa incontrare sulla terra il Dio della salvezza.
Dio aveva creato la terra come un giardino perché l'uomo la coltivasse e la custodisse.
Tuttavia Dio, come buon agricoltore e seminatore, continua a coltivare la sua terra,
affidandola all'operosità dei missionari e a tutti gli uomini di buona volontà, ai
governanti responsabili del bene comune di tutti i popoli, viene ricordato che la terra è
di Dio, e che ogni uomo ha uguale diritto di goderla.
Quindi non chiudiamoci nel nostro "IO", ma apriamoci agli altri come fanno i
missionari promotori del bene comune. Seguiamo le loro orme, sempre dietro Lui che mai
dobbiamo sorpassare. Non cerchiamo la pace con le guerre, ma otteniamola con loro, con la
loro evangelizzazione sinonimo di liberazione totale delle creature umane.
Portiamo cultura, promozione umana, religiosa, sociale, sanitaria; aiutiamo i più poveri,
gli esclusi, gli emarginati, facendoci voce di chi non ha più voce.
Se dovessimo incontrare un missionario, non tiriamoci indietro ma facciamoci vicini, così
sapremo da lui la verità di tutto quello che succede nel Mondo. Non facciamoci ripetere
dal missionario l'invito di Gesù: "Venite e vedrete!", ma affianchiamoci a lui
con le preghiere e con qualche proposito... perché gli uomini della Terra abbiano fiducia
e vedano le opere buone di chi ha lasciato tutto per il Signore e diano gloria al Padre
nostro che sta nei cieli. I volti sereni di quei bambini salvati dalle malattie, dalla
fame e dalla morte; la gioia composta e serena, anche se velata di mestizia, delle loro
madri; le mani contorte dei lebbrosi che pure si fanno agili in lavori artigianali o
nell'accompagnare con strumenti musicali il loro canto; i volti più luminosi di tanti,
giovani e ragazze, che si aprono al sorriso nella speranza di un avvenire migliore ci
diano la forza di rinunciare al nostro troppo di oggi per il loro necessario di domani.
Tutto raccogliamo, e portiamo nelle nostre case quel mazzolino profumato di fiori raccolti
nei loro campi dei deserti, perché vedendoli, possiamo ripetere ogni giorno: "Ti
ringrazio o Signore che ti servi anche di me per fare di questo mondo una casa più bella
e più degna delle creature umane che rispecchiano la luce del Tuo volto!". |