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  Riflessioni...

di   Eugenio Marcucci

 

Questa volta non diamo un calcio a un anno qualsiasi, diamo un calcio a un secolo. E non festeggiamo un capodanno, ma l'inizio di un nuovo millennio. E' un passaggio del calendario, dunque, di quelli che non si dimenticano.
Il mondo si prepara all'evento che, con il Giubileo, riveste per la cristianità un significato speciale. Ma vedrete che la gente, forse anche per allontanare l'ombra di antiche paure, folleggerà da un capo all'altro del pianeta e anche il valore religioso del Natale ne resterà sommerso.
C'è chi, a caccia di emozioni, salirà su un aereo superveloce per precedere il sole nel suo itinerario da est a ovest e vedere così non una sola alba ma molte albe del Duemila (Lo so, lo so. Non è il sole che viaggia, ma la terra che ruota. Ho detto così per semplificare). Altri hanno prenotato crociere nei mari del sud. Altri ancora, per dimostrarsi originali, si ritireranno in qualche isola sperduta o si cimenteranno in imprese memorabili.
Giornali e televisioni faranno a gara per raccontare le trovate più stravaganti o più stupide. Ce ne sarà un'alluvione. E faranno i conti dei tappi di champagne saltati, una cifra con chissà quanti zeri.
Il secolo che se ne va ci ha dato tragedie immense e scoperte sensazionali: due guerre mondiali, milioni di morti, l'olocausto degli ebrei, il naufragio dell'ideologia comunista che inneggiava alla giustizia sociale, alla democrazia, alla libertà, e intanto riempiva i cimiteri. Ma è stato anche il secolo della penicillina, dei diritti dell'uomo, della conquista della luna, dell'incredibile sviluppo tecnologico. Gli scienziati non hanno sconfitto il cancro, ma si sono attrezzati per stanarlo definitivamente.
Difficile immaginare quali saranno, nei prossimi anni, i nuovi traguardi della scienza. E' sicuro, però, che questa nostra terra è destinata a diventare sempre più piccola. Non per dimensioni, perché quelle resteranno le stesse. Ma per lo sviluppo delle comunicazioni che ci porterà in casa, in tempo reale, ogni notizia, dallo starnuto di Clinton alla polmonite di Eltsin. Non dovremo più scomodarci ad andare all'edicola: basterà una navigatina su Internet per disporre dei giornali di tutto il mondo.
Siccome siamo in tempo di auguri, auguriamoci che gli occhi delle telecamere e la "rete globale" non ci portino in casa immagini e resoconti di guerre, di disastri, di atroci delitti. Nel secolo ormai alle nostre spalle abbiamo avuto di tutto, basta e avanza.

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