Il
2000. Una data che per anni ha affascinato i soggettisti di film di fantascienza, che
sembrava lontana, ed eccoci qua.
Gli ultimi due anni non sono stati facili per gli operatori della Protezione Civile.
Mentre erano ancora impegnati nelle emergenze sismiche delle Marche e dell'Umbria, sono
scattate le emergenze per le alluvioni di Sarno. Fuori dai confini nazionali l'uragano
Mich, in una delle zone più povere del pianeta, l'area latino-americana, ha provocato
20.000 morti, conquistandosi il triste primato di peggiore catastrofe naturale degli
ultimi duecento anni. La torrida estate '98, con i suoi oltre cinquanta giorni di
siccità, è stata un duro battesimo "del fuoco" per la nostra giovane struttura
locale, impegnata nel Servizio Antincendi Boschivi.
Forse più delle cinquecento giornate di servizio/uomo e dei quasi diecimila chilometri
percorsi nei pattugliamenti, ci preme ricordare e ringraziare quattro nostri volontari
che, nelle notti del 14 e del 15 agosto, senza smontare dal servizio pomeridiano, hanno
pattugliato i boschi, allora bersaglio di sconosciuti piromani.
Abbiamo il piacere di ricordare inoltre lo sforzo dell'intera struttura nel monitorare,
prevenire e sensibilizzare.
La mutazione climatico ambientale è sotto gli occhi di tutti. Ci dovremo abituare? La
questione climatica è stata uno degli argomenti all'ordine del giorno della Conferenza
Ambientale di Buenos Aires e le previsioni non sono confortanti. Le temperature continuano
a salire "tropicalizzando" anche le zone temperate. Nel bacino del Mediterraneo
gli esperti prevedono innalzamento del livello del mare, terre sommerse, desertificazione
progressiva di vaste aree. Previsioni catastrofiche proprie da fine millennio. Non rimane
che attrezzarsi e creare sempre maggiori sinergie territoriali e su vasta scala per
organizzare una gestione ambientale più sicura e intelligente. Se queste sinergie si
creeranno si potranno finalmente implementare quei piani locali d'emergenza per anni
rimasti nel cassetto e la cui mancanza è risultata evidente nelle reali situazioni di
crisi, una per tutte: il terremoto del settembre '97.
Ma l'azione che più ci preme sottolineare e nella quale ci impegneremo più fondo sarà
indirizzata alla sensibilizzazione verso quella auspicata rivoluzione culturale che dovrà
portarci al superamento della logica "emergentistica" a favore di una improntata
alla prevenzione. Per concludere un grazie di cuore a tutti coloro soci, sostenitori e
volontari senza i quali la nostra associazione non sarebbe neanche nata, e poi alla
Comunità Montana del Catria e Cesano e al comune di Pergola per la sensibilità
dimostrata. Ultimi ma non dimenticati i privati che riconoscendosi nei nostri stessi
valori solidaristici hanno contributo in maniera determinante alla realizzazione dei
nostri progetti.
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