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Cari amici del Sud...

 

Si parla di disoccupazione diventata insopportabile nelle vostre Regioni. La colpa è, forse, tutta del Governo? Abbiamo saputo che gli Americani investono i loro capitali in Tunisia, piuttosto che in Sicilia e in Calabria. Vi siete chiesti il perché? La risposta va trovata nella presenza di una criminalità organizzata che agisce in tutti i settori, che toglie serenità e sicurezza; tutto rende incerto e provvisorio e fa vivere nel timore, quando non nel terrore. Mafia, camorra, `ndrangheta, sacra corona unita sono nomi tristemente famosi nel mondo: una piovra dai mille tentacoli, di cui nessuno vuole essere vittima.
L'Italia è stata fatta da oltre un secolo, ma gli Italiani no. E' il caso di dire che "chi è causa del suo mal, pianga se stesso"?
Cari amici, nessuno potrà salvarvi, se non vi salvate da voi stessi. Le formule magiche di tanto in tanto sfornate da uomini politici d'ogni colore non raggiungeranno da sole lo scopo. La salvezza, il rimedio ai mali non potranno venire dal di fuori (leggi e provvidenze), ma dall'interno delle vostre popolazioni. Più ancora: dall'intimo di ciascun uomo e di ciascuna donna, quella che si chiama conversione, un giorno auspicata e, forse, vanamente attesa da Mons. Riboldi. In concreto: dall'abbandono deciso e risoluto del sopruso, dell'illegalità, della trasgressione sistematica, dei facili guadagni per vie traverse e perverse, dal fatalismo che tutto aspetta dagli altri, da quelli che "comandano". "Ognuno è artefice del proprio destino" dice un vecchio proverbio latino.
La "questione meridionale" è pendente da secoli. Ne passeranno altri se voi, cari amici del Sud, non cambiate i rapporti tra voi e di voi con voi. Di qui l'importanza degli educatori e dei forgiatori di coscienze, quindi della famiglia, della scuola, della Chiesa: istituzioni, se efficienti, indispensabili e insurrogabili.
Dirà qualcuno che questa è una predica. Chiamatela come volete; l'importante è che contenga la verità. E poi non è detto che "predica" abbia un significato spregiativo. Non è neppur detto che una predica (e che predica!) - sebbene un po' diversa - non la meritino quelli del centro-nord.
Qualcuno protesterà dicendo che i meridionali non sono tutti come qui fotografati. Ci mancherebbe! Vi sono nel Meridione realtà ammirevoli sotto ogni aspetto, che possono fare scuola a tutti gli Italiani; ma è innegabile che fenomeni malavitosi siano molto diffusi e che profondamente incidano nel sociale.
Cambierà in futuro la situazione? Cambierà, i coraggiosi non mancano. E' questa la nostra speranza, la nostra certezza.

don Fiorenzo Carbonari       

  

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