Come
nei primi anni Quaranta incominciarono a scarseggiare le derrate alimentari a causa della
guerra, il governo provvide a razionare pane, carne, olio, grassi ed a farli distribuire
con la tessera.
I quantitativi distribuiti, per lo Stato erano razioni, per i cittadini degli assaggi;
tanto che era diventata famosa la battuta di quel viaggiatore che, recatosi in un
ristorante, avendo avuto una scarsissima razione di pasta, chiamò il cameriere, gli
restituì il piatto dicendogli: "Di' al cuoco che la pasta è cotta: può
cavarla!...". Mangiare per vivere può essere un bene per la salute e per l'anima, in
ossequio alla virtù della temperanza, ma mangiare per sopravvivere è legittima difesa: a
tanto si era ridotta gran parte della nostra popolazione.
Così, "l'Itala gente dalle molte vite", memore del proverbio che dice: - il
bisogno aguzza l'ingegno - sopravvisse usando l'arma della furberia.
Un contadino del Borghetto di Fenigli un anno per sfuggire al razionamento e per rifarsi
dei magri incassi del grano versato all'ammasso, pensò di allevare due maiali e di
denunciarne uno soltanto, così avrebbe potuto disporre di più carne e di più grassi in
casa e qualche cosa da vendere al mercato nero.
Aspettò la luna vecchia di gennaio, quando tutti macellano i maiali, per far la festa
alle sue bestiole.
Mise le quattro pacche in magazzino e il giorno successivo andò all'Ufficio del Dazio a
denunciare l'uccisione di un maiale, uno solo, "per uso domestico".
Si sentiva sicuro che i dazieri non avrebbero potuto effettuare il controllo a domicilio
per le campagne lontane dal centro, sia per il gran numero di maiali macellati in quel
periodo, sia perché privi di mezzi di trasporto forniti dall'Ufficio.
Il poveretto non pensò che ad Osteria del Piano abitava un daziere conosciutissimo:
Emilio Segato, uomo ligio al dovere, inflessibile nell'applicare la legge. Di lui si
diceva che non l'avrebbe perdonata neanche al fratello.
Stava quasi per annottare: la moglie era andata nel campo sotto casa a fare l'erba per i
conigli, quando vide in lontananza il daziere salire lentamente l'erta spingendo la
bicicletta.
La donna, allarmata, chiamò ripetutamente il marito.
Quando l'uomo rispose, indicò col dito la visita inaspettata. Questi capì l'accenno e si
impressionò.
Corse in magazzino, si caricò una pacca del maiale sulle spalle senza sapere dove andare
a nasconderla.
Dopo qualche istante di incertezza decise di metterla sotto il letto; corse in magazzino,
ne prese un'altra e la sistemò a fianco della prima. Abbassò le coperte fino a toccare
il pavimento e diede un sospiro di sollievo. Tutto soddisfatto chiuse la porta e tornò in
cucina. Mentre aspettava, tanto per far qualcosa, prese il boccale e andò in cantina a
prendere il vino per la cena. Mentre usciva con il boccale pieno, eccoti arrivare, sul
prato il daziere. Dopo un segno di finta meraviglia per la visita inaspettata, si
preoccupò di offrire da bere:
- Eh, con la salita che avete fatto un bicchieretto ci sta proprio bene! - Segato osservò
che non poteva: era in servizio. - Ma tanto non ci vede nessuno. - osservò il contadino.
Bevve un mezzo bicchiere e fece capire che aveva piuttosto fretta. Il motivo della visita
era scontato; così si avviarono verso il magazzino.
Con la copia della bolletta in mano Segato guardava attentamente le due pacche. Il
contadino, in un primo momento pensò che volesse pesarle per controllare la
corrispondenza con il peso denunciato, ma poiché guardava, non parlava e ogni tanto
scrollava la testa, chiese una spiegazione:
- Sor Emilio,... c'è qualcosa che non va? -
- Ma veramente è la prima volta che mi capita di vedere un maiale con due code! - rispose
Segato.
Il poveretto, come si rese conto della macroscopica svista, rimase come paralizzato;
incominciò a sudare dalla punta dei capelli a quella dei piedi emettendo soltanto qualche
grugnito e parole sconnesse.
L'imbroglio era così evidente che neanche Cicerone, con tutta la sua dialettica, avrebbe
potuto scalfire una verità di fatto così lapalissiana.
Attese in silenzio che il daziere stendesse il verbale, lo firmò rassegnato come un
condannato che offre la testa al capestro del boia.
La notte non dormì, né fece dormire la moglie.
Completamente arreso alla mala sorte, pagò senza battere ciglio la salatissima multa, che
fu molto superiore al prezzo commerciale della bestia macellata.
E tutto per una svista! Gli era passato il famoso momento del ..., che può capitare a
tutti nella vita. Tanto, ormai era andata così!
Da vero stoico riuscì a sopportare, senza reagire, le battutine acide della moglie che lo
strisciavano come carta vetrata su una ferita ancor fresca.
"Benvenuta, disgrazia, se sei sola!". |