La televisione
ha già da giorni abbandonato le serate della solidarietà, Telethon e le questue di varia
natura. Anche i bambini poveri non ci sono più. Sono in ferie. Tornano il prossimo anno.
La fame nel mondo è scomparsa, lasciando il posto a mezzi busti e soubrette.
"Dopo Natale è sempre Carnevale". E' questo un detto sentito più volte
e forse qualche volta lo abbiamo anche recitato. Senza scomodare il bravo Luigi
Speranzini, che di modi di dire è maestro, è singolare notare come sarebbe più corretto
dire: "dopo Natale è subito Carnevale". Cioè il tempo delle maschere
comincia non appena finiscono le solenni festività.
Non so se l'equivoco sia voluto, fatto è che tale detto, nella versione in uso,
rispecchia i tempi in cui viviamo.
In effetti, passato il Natale - epoca in cui qualcuno (non tutti) si ferma a riflettere e
si sente più buono - si torna a vivere in quel gran carnevale che è diventata ormai la
nostra video-esistenza.
Al centro della famiglia, che magari si è concessa durante le feste qualche serata con
parenti e amici, torna sovrana la tivù: con i suoi personaggi finti anche se veri, con le
pubblicità. Nel piccolo schermo, ormai focolare domestico, le donne sono tutte belle, i
pascoli sempre verdi, le mucche più felici, le auto scintillanti, i nonni sani, i denti
bianchi e i sederini sempre puliti e asciutti.
E' la festa in maschera. E' la grande giostra della TV che ci prende di nuovo per mano e
ci fa girare. Che bello!
Solo nei rari momenti in cui guardiamo al portafoglio torniamo con i piedi per terra. Lì
le banconote da cinquanta mila si volatilizzano, svolazzano leggere come uccellini che non
vogliono rimanere in gabbia.
Anche il saldo del conto corrente - che ondeggia sempre sulla linea di galleggiamento
nonostante i risparmi. - ci riporta alla realtà.
Allora, presi dallo sconforto, ci guardiamo allo specchio e ci vediamo bruttini, sentiamo
i mugugni della figliola si lamenta per la carie, ci accorgiamo che la moglie non ha più
vent'anni e che il maglione ha i gomiti consunti. Una vita da cani!
E' colpa della consorte che non sa lavare e della bimba che mangia sempre cioccolate. Che
fallimento! Che famiglia infelice!
Pensare che poteremmo vivere beati come alla tivù!
Lì si che è tutto bello! Li' la giostra gira, i coriandoli volano
Da noi invece le stelle filanti cadono, le frittelle olezzano...
Che roba triste la vita se guardi la tivù! |