Leggendo La
nostra Valle del mese di Gennaio mi viene spontaneo fermare il mio interesse su di un
articolo a pagina 43 intitolato "Convegno sulla sanità per la terza età".
Articolo molto interessante dove si sottolinea "l'importanza del cittadino nel
distretto territoriale inteso come governo della salute locale
", e ancora
"l'assistenza domiciliare integrata che ha come scopo il benessere del cittadino che
deve essere mantenuto nel suo domicilio evitando ricoveri impropri
". Accanto a
queste frasi indubbiamente di bell'effetto, leggo ancora: "I piccoli ospedali si
trasformano in strutture per lungo degenza con attività di prevenzione e di screening
assicurando all'utente un livello ottimale di assistenza!
A questo punto mi chiedo: quante persone sanno di che cosa si ammala un anziano?
Forse si pensa che un anziano sia una persona affetta esclusivamente da malattie croniche
quali la bronchite acuta, l'artrosi o meglio artropatia cronica degenerativa,
l'arteriosclerosi polidistrettuale ecc
Sì, indubbiamente un anziano è anche
questo. Forse si pensa che tali malattie essendo appunto "croniche " consumino
pian piano l'organismo dell'anziano portandolo a morte in modo molto lento, dolce ed
inesorabile. Forse si pensa che il rimedio a queste malattie sia: un po' di sciroppo,
qualche supposta, pannoloni e molta assistenza domiciliare (integrata o meno
).
Ebbene, secondo la mia esperienza di medico ospedaliero che per vent'anni ha lavorato in
"prima linea" nei "piccoli ospedali" posso dire che io ed i miei
colleghi veniamo chiamati d'urgenza continuamente (e per continuamente intendo dire tutti
i giorni, in regime di reperibilità o di guardia) per patologie acute quali:
· Tachiaritmie parossistiche
· Edema polmonare acuto
· Dispnea parossistica in B.P.C.O. riacutizzata
· Grave insufficienza respiratoria in silicosi polmonare
· Embolia polmonare acuta
· Trombosi venosa profonda
· Infarto del miocardio
· Infarto intestinale
· Ictus
· Insufficienza renale
· Ritenzione acuta d'urina
· Colecisti acuta
· Frattura del femore
· Neoplasia gastrica sanguinante
· Broncopolmonite e pleurite
· Coma diabetico
· Ecc..
Purtroppo l'elenco potrebbe
continuare e di molto. Faccio notare che tali malattie acute, cioè che richiedono
l'intervento medico d'urgenza avvengono nell' 80-90% dei casi in pazienti anziani (cioè
altre i 65 anni di età
) e sono molto frequentemente anche causa di morte.
Ora mi chiedo: potrebbero queste persone essere curate in strutture di lungo degenza? O
con l'assistenza domiciliare integrata?
Tempo fa lessi in qualche giornale che gli abitanti della Marche avevano una aspettativa
di vita superiore a quella di altre regioni d'Italia. Subito mi chiesi: Per quale motivo?
Io la risposta l'ho trovata : Perché le Marche possiedono una struttura capillare di
ospedali anche "piccoli disseminati su tutto il territorio. E' pur vero che questi
ospedali piccoli erano in un recente passato troppo numerosi e fino a qualche tempo fa non
rispondenti a requisiti di modernità ed efficienza, ma è pur vero che, soppressi i
doppioni, attualmente ci troviamo con un numero di ospedali appena sufficienti per
mantenere quel primato di longevità di cui sopra.
Paradossalmente sono convinto che proprio perché la popolazione è prevalentemente
composta di anziani che c'è necessità dell'ospedalizzazione. Ciò non vuol dire che
bisogna ricoverare per motivi banali quali la bronchite cronica, ma vuol dire che,
maggiormente che in altre popolazioni, avverranno quelle complicanze acute delle quali ho
fatto prima l'elenco.
In quanto all'attività di prevenzione e di screening non credo che le condizioni ideali
per svolgere tale attività sia un regime di lungo degenza e su una popolazione fatta
prevalentemente di anziani.
E' pur vero che l'anziano è una risorsa per tutti (di cultura , di storia, di
esperienza
) ma per poter mantenere tale risorsa bisogna salvaguardarlo da molti
pericoli e non è chiudendo i piccoli ospedali per acuti che ci si riuscirà. |