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Mi sono state poste delle domande a proposito della degustazione, o meglio a proposito della tecnica poco elegante che porta i degustatori ad espellere (sputare) il vino dopo averlo provato, e a proposito degli aromi e dei gusti che si sentono nel bicchiere.
Espellere il vino è più che lecito perché non si possono assaggiare decine di vini e deglutirli tutti. Infatti i tavoli per degustazione sono muniti di caraffe di acciaio inox dove espellere il vino dopo averne assaggiato una piccola parte.
Quando si assaggiano i vini ci si deve astenere dal fumare, dal prendere caffè e medicinali.
Prendete un piccolo sorso di vino sufficiente per farlo girare intorno al palato, in modo da interessare tutte le papille gustative. La bocca e il naso lavorano in tandem; per sollecitarle al massimo, ispirate aria mentre avete il vino in bocca e dopo averne deglutito una parte, concentrate la vostra attenzione sui sapori della lingua e sugli aromi che avvertirete per via retronasale. Le sensazioni saporifiche saranno superiori alle sensazioni olfattive.
Cosa s'intende per aroma e cosa per profumo del vino?
L'aroma deriva dal vitigno: il moscato , la malvasia , il traminer, il brachetto sono i responsabili dell'aroma dei vini da essi derivati. Il profumo invece è determinato dalla fermentazione del vino e dalla durata più o meno lunga della successiva maturazione, che avviene prima in botte e poi in bottiglia. In questa fase si forma il cosiddetto "aroma terziario", quello più fine e sottile, difficile da identificare e da descrivere ma che nobilita il vino.

Vediamo quali sono gli aromi e i gusti più diffusi dei vini:

Albicocca-Sensazione offerta da vini bianchi, tipo moscati, passiti, Albana Passito, Moscato di Pantelleria; Arancia - Parecchi vini dolci bianchi, specie i liquorosi; Asparago - Nel Sauvignon Blanc e nel Fumè Blanc della California; Banana - In alcuni vini bianchi giovani; Biscotto - Nello Champagne e nello Spumante metodo classico; Brioche - Champagne e metodo classico; Burro - Sensazione dei giovani Chardonnay; Caffè - In diversi vini rossi di grande staffa; Catrame - Sensazione positiva dei grandi vini rossi (barolo e i vini rossi della Cote du Rhone ); Ciliegia - Si riscontra nei vini rossi giovani; Cioccolata - Nei vini rossi di corpo invecchiati; Chiodo di Garofano - Nei giovani Cabernet Sauvignon; Crosta di pane - Champagne e spumanti metodo classico; Erba - Nei Merlot e Cabernet; Floreale - Nei Riesling sia Italico che Renano; Foglie di vite - Sauvignon Blanc; Fragola - In alcuni vini rossi veneti, nella vernaccia di Pergola e in altri vini giovani del centro sud; Lampone - In diversi vini rossi di Piemonte , Toscana e Trentino Alto Adige; Limone - Parecchi giovani bianchi. I bianchi siciliani sanno di fiori di limone; Liquirizia - Rossi da invecchiamento (Barolo, Sangiovese ); Mandorla - Tokai e Soave; Mela - Caratterizza tutti i vini bianchi giovani e anche gli spumanti; Miele -Tutti i vini che derivano da uve soggette a botrite nobile; Nocciola - Si trova specialmente nei bianchi, per esempio il Greco di Tufo; Oliva - Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon; Pepe - In alcuni rossi del centro-sud come il Montepulciano d'Abruzzo; Pepe verde - Nei Cabernet Sauvignon e Franc e in alcuni Sangiovese di qualità; Pesca - In vini bianchi e rossi giovani; Rosa appassita - Barolo e alcuni Chianti e Sangiovesi; Spezie - Nei vini rossi di pregio invecchiati in piccole botti di rovere; Vaniglia - Caratteristica dei rossi invecchiati in barrique; Viola -Sensazione che si riscontra in vini rossi come Dolcetto , Sangiovese, Vino Nobile di Montepulciano e altri.

C'è chi sostiene che il vino vada ossigenato prima di essere servito per aumentarne i profumi e chi invece sostiene il contrario. In ogni caso quando si stappa una bottiglia e si vuole ossigenarla, bisogna liberare il collo versando un po' di vino in un bicchiere in modo che l'ossigeno possa venire meglio a contatto con il vino restante. Si tenga comunque presente che l'ossigenazione non deve essere mai lunghissima (c'è chi sostiene che il vino deve essere stappato tante ore prima quanti sono i suoi anni d'invecchiamento; non sono assolutamente d'accordo!!!)e che i vini giovani non hanno generalmente bisogno d'ossigenazione.
Il vino va caraffato soprattutto per liberarlo dai sedimenti e berlo nella sua massima limpidezza e la candela che normalmente viene usata per la decantazione non serve a riscaldare il vino bensì per vedere l'alone dei sedimenti. Quindi il vino da decantare è normalmente un vino rosso invecchiato.
Accostare il cibo al vino giusto è il fine ultimo di ogni degustazione. L'argomento è abbastanza lungo e verrà trattato nei prossimi numeri. In ogni caso, sia per il pasto semplice che per quello più ricco, vi sono dei principi che vanno rispettati. Prima vanno serviti vini bianchi, poi rosati, poi rossi. I vini giovani vanno serviti prima di quelli maturi, e i vini dolci vengono serviti normalmente a fine pasto. Questo non significa che in alcune occasioni per iniziare il pranzo, non si possa servire un vino botritizzato come il Soutern con il fois gras o uno Sherry con un consommè allo stesso vino.

Massimo Biagiali    

 

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