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    Un libro al mese...
                   a cura di Giuseppe Milito

 

"LA FATTORIA DEGLI ANIMALI"

George Orwell (1903 - 1950)

Una favola amara. Molto amara... Il padrone di una fattoria, avido e crudele, maltratta e sfrutta gli animali che un giorno si ribellano e lo cacciano. I capi della rivolta sono Napoleon e Palla di neve, due maiali molto diversi tra loro. Napoleon è un accentratore che vuole sempre fare a modo suo, Palla di neve è soprattutto un tecnico e un organizzatore. Dopo aver vinto la battaglia contro l'uomo, gli animali riescono a creare un nuovo ordine fondato su sette comandamenti che riassumono i principi dell'animalismo:
1) tutto ciò che va su due gambe è nemico; 2) tutto ciò che va su quattro gambe o ha le ali è amico; 3) nessun animale vestirà abiti; 4) nessun animale dormirà in un letto; 5) nessun animale berrà alcolici; 6) nessun animale ucciderà un altro animale; 7) tutti gli animali sono uguali.
I primi tempi tutto procede bene, ma poi tra Napoleon e Palla di neve iniziano i contrasti che diventano ben presto un dissidio insanabile, tanto che Palla di neve è costretto a fuggire. Tra i maiali emerge una nuova classe di burocrati (guidati ovviamente da Napoleon) che si comportano da sfruttatori nei confronti degli altri animali. Un triste giorno i maiali si presentano ritti su due zampe; tra loro e l'uomo non ci sono più differenze e per gli altri animali inizia una nuova tirannia. Gli ideali di uguaglianza e di fraternità vengono traditi e i sette comandamenti si riducono a uno solo: tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. Napoleon accentra su di sé tutto il potere, si impadronisce degli utili della fattoria e sotto il dominio dei maiali gli animali conoscono gli stessi maltrattamenti di prima.
E' chiaro il riferimento a Stalin e alla rivoluzione sovietica; talmente chiaro che quando Orwell scrisse il libro, tra la fine del 1943 e l'inizio del 1944, gli editori inglesi lo rifiutarono perché in quel periodo l'Inghilterra e l'URSS avevano un nemico comune, la Germania nazista che un altro tristemente famoso "Baffetto" stava portando alla rovina. Il romanzo uscirà a guerra finita, nell'agosto del 1945, e preparerà il pubblico all'ultima opera di Orwell: il terribile "1984", il romanzo della solitudine e della disperazione dell'uomo oppresso da una asfissiante dittatura. Se "La fattoria degli animali" lascia con l'amaro in bocca, "1984" è sconsigliato ai depressi.
Dopo cinquant'anni Orwell continua ad ammonirci; da ogni rivoluzione può nascere un regime peggiore del precedente. Gli esempi non mancano. La rivoluzione francese che degenerò nel "terrore", il fascismo italiano che divenne totalitarismo dopo pochissimi anni dalla fine dello stato liberale, la Cina di Mao e dei suoi successori che ignora il significato delle parole "diritti umani". Con tutto il rispetto per i veri porci, l'autentica rivoluzione sarà quella che libererà l'umanità dai "maiali" di qualunque colore. La vedremo mai?

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