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VIENI AL PADRE
Schede di Catechesi di Don Lino Ricci

2a SCHEDA

 

LA CONVERSIONE E' NECESSARIA

Premessa. Mi preme correggere una svista di chi ha redatto il numero di Gennaio de "La nostra Valle". La scheda di Catechesi non proseguiva la serie delle precedenti, intitolata "Vieni al Padre"; ne iniziava una nuova sul "Grande Giubileo".
Il titolo era: "Il grande perdono"; la numerazione doveva essere: "1a scheda".
Il tema trattato, "L'Indulgenza Plenaria", era forse il più difficile. E' stato trattato per primo non perché era il più importante, ma perché storicamente è innegabile che l'origine degli "Anni Santi" nella Chiesa Cattolica è stata motivata proprio dalla concessione del "Grande Perdono". Si sa che la dottrina delle Indulgenze viene contestata da più parti. Ma non è consentito a un cattolico rifiutare una verità definita "di fede" da un Concilio Ecumenico. Si tratta, caso mai, di conoscerla e comprenderla nella sua vera portata.

La salvezza: è questo lo scopo vero e più importante di ogni insegnamento della Chiesa, sia relativo alla dottrina da credere che alla morale da praticare: la salvezza dei singoli uomini e la salvezza di tutta la comunità umana.
La salvezza riguarda in assoluto la vita eterna, l'aldilà, il raggiungimento della "vita del mondo che verrà". Si estende all'anima e al corpo degli individui e mira al conseguimento della "città celeste", della nuova Gerusalemme, nella quale avremo "nuovi cieli e una terra nuova" in cui abita per sempre la giustizia, cioè la santità.
Ma la salvezza riguarda di rimbalzo anche la vita terrena, perché in essa non può non far sentire la sua efficacia, nella santità delle persone e nella bontà delle strutture sociali, la vita buona e l'attività operosa dei figli di Dio. Anche sulla terra, sia pure in maniera ancora imperfetta, si deve avere un preludio, un saggio - e quindi una concreta speranza - di quella che sarà la vita immortale degli uomini nella Casa del Padre.

La perdita di questa prospettiva, che dev'essere il fondamento sul quale gli uomini costruiscono la loro vita terrena (gli uomini "credenti", ma con beneficio di tutta l'umanità, che a poco a poco dev'essere aiutata a conoscere e ad accettare questa prospettiva), diventa un rischio grave per il genere umano. La vita perde il suo significato: diventa insicura e contraddittoria. Non si riesce più a distinguere il bene dal male e, qualora si conosca il bene, non si ha più chiaro il "perché" per cui bisogna seguirlo. Le prospettive diventano esclusivamente terrene e, perciò brevi, immediate: è "bene" quello che adesso meglio risponde alle mie aspirazioni di benessere e di felicità; il bene di tutti ("bene comune") passa in secondo ordine rispetto a quello che è, ora, il mio bene personale... L'unica salvezza diventa la "salute", il benessere e tutto ciò che può procurarlo. La Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, insegna quindi come è necessario che i credenti conoscano, accettino, seguano la prospettiva della vera salvezza, per farla conoscere, accettare e seguire dagli altri. Gesù afferma: "Voi siete la luce del mondo...; voi siete il sale della terra". L'evangelizzazione - ossia l'annuncio del Vangelo, nel quale converge e si completa tutto ciò che Dio, nel suo amore, ha, a poco a poco, rivelato all'umanità - diventa assolutamente necessaria e indilazionabile in ogni tempo e in ogni luogo. Per questo Gesù inizia la sua missione con lo slogan "Convertitevi e credete al Vangelo!".
Lo scopo primo e necessario del Giubileo del Duemila è indubbiamente questo: la nostra conversione. Senza di essa il Giubileo si ridurrebbe a una solenne manifestazione storico-culturale, a un gesto formalistico e illusorio, quale potrebbe diventare la pratica dell'Indulgenza, a un'occasione turistico-commerciale giustificata da feste e pellegrinaggi.
Non per niente occorre ripetere che l'Indulgenza non ha efficacia alcuna, se non è accompagnata da "un vero distacco, anche affettivo, da tutto ciò che è peccato". Per quanto riguarda la Chiesa quale realtà storico-sociale, il papa ha dato e dà l'esempio, chiedendo pubblicamente perdono di tutte quelle mancanze che, come comunità fatta di uomini, ha commesso nel millennio passato e invitando, con un calore commovente, i cristiani separati a ritrovare tutto ciò che li unisce per obbedire alla volontà di Cristo che ha pregato perché siano "una cosa sola".
Anche per quanto riguarda le strutture umane il papa fa coraggiose proposte, per la fratellanza e la pace tra gli uomini, come quella della riduzione o dell'annullamento del debito pubblico internazionale che pesa sulla vita delle nazioni del Terzo Mondo.
La conversione: ognuno di noi è chiamato a riflettervi seriamente, anche a costo di mettere in crisi una coscienza, che spesso si illude di poter restare tranquilla.

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