Crediamo
di non poter offrire niente di meglio ai nostri lettori, per la Quaresima di quest'anno,
del messaggio rivolto dal papa a tutta la Chiesa sparsa nel mondo. Ne diamo perciò una
sintesi il più possibile completa.
Io sarò con voi sino alla fine
dei tempi (cfr. Mt 28, 20).
Fratelli e Sorelle!
La celebrazione della Quaresima, tempo di conversione e di riconciliazione, assume
in questo anno un carattere del tutto particolare, perché si iscrive nel Grande Giubileo
del 2000. Il tempo quaresimale rappresenta infatti il punto culminante di quel cammino di
conversione e di riconciliazione che il Giubileo, anno di grazia del Signore, propone a
tutti i credenti per rinnovare la propria adesione a Cristo ed annunciare con rinnovato
ardore il suo mistero di salvezza nel nuovo millennio. La Quaresima aiuta i cristiani a
penetrare più profondamente questo "mistero nascosto da secoli" (Ef 3, 9): li
porta a confrontarsi con la Parola del Dio vivente e chiede loro di rinunciare al proprio
egoismo per accogliere l'azione salvifica dello Spirito Santo.
Eravamo morti per il peccato: così San Paolo descrive la situazione dell'uomo senza
Cristo.
Il papa richiama la schiavitù del peccato e della morte, invitandoci ad avvertirne
l'esperienza quotidiana dentro e fuori di noi.
In particolare egli ricorda le forme drammatiche con le quali il male si è manifestato
nel XX secolo:
Deportazioni forzate, eliminazione sistematica di popoli, disprezzo dei diritti
fondamentali della persona sono le tragedie che ancora oggi purtroppo umiliano l'umanità.
Anche nella vita quotidiana, si manifestano svariate forme di prevaricazione, di odio, di
annichilimento dell'altro, di menzogna di cui l'uomo è vittima e autore.
L'opera salvifica di Cristo realizzatasi nel Mistero Pasquale ci viene
poi presentata dal papa in tutto il suo splendore.
Il Giubileo è tempo di grazia in cui siamo invitati ad aprirci in maniera
particolare alla misericordia del Padre, che nel Figlio si è chinato sull'uomo, ed alla
riconciliazione, grande dono di Cristo. Quest'anno, pertanto, deve diventare per i
cristiani, ma anche per ogni uomo di buona volontà, un momento prezioso per sperimentare
la forza rinnovatrice dell'amore di Dio che perdona e riconcilia. Dio offre la sua
misericordia a chiunque la voglia accogliere, anche se lontano e dubbioso.
All'uomo di oggi, stanco di mediocrità e di false illusioni, è offerta così la
possibilità di intraprendere la via di una vita in pienezza. In tale contesto, la
Quaresima dell'Anno Santo 2000 costituisce per eccellenza "il momento favorevole, il
giorno di salvezza" (2 Cor 6, 2), l'occasione particolarmente propizia per
"lasciarsi riconciliare con Dio" (2 Cor 5, 20). Durante l'Anno Santo la Chiesa
offre varie opportunità di riconciliazione personale e comunitaria. Ogni Diocesi ha
indicato dei luoghi speciali, ove i credenti possono recarsi per sperimentare una
particolare presenza di Dio riconoscendo alla sua luce il proprio peccato e per
intraprendere, grazie al sacramento della Riconciliazione, un nuovo cammino di vita.
Il papa, facendo qui cenno anche ai pellegrinaggi in Terra Santa e a Roma,
aggiunge un pensiero a quello che egli stesso farà in questo mese nella terra di Gesù e
conclude:
Invito ogni cristiano ad accompagnarmi con la preghiera mentre, nelle varie tappe del
pellegrinaggio, invocherò il perdono e la riconciliazione per i figli della Chiesa e per
l'umanità intera.
L'itinerario della conversione
conduce a riconciliarsi con Dio e a vivere in pienezza la vita nuova in
Cristo.
Il papa ci rivolge un triplice
invito
1. Rinnovare la fede personale
Essa consiste nell'adesione all'annuncio del mistero pasquale, attraverso cui il credente
riconosce che in Cristo morto e risorto gli è data la salvezza; rimette a lui
quotidianamente la propria vita; accoglie quanto il Signore dispone per lui, nella
certezza che Dio lo ama. La fede è il "sì" dell'uomo a Dio, il suo
"Amen". Figura esemplare del credente per Ebrei, Cristiani e Musulmani è Abramo:
fiducioso nella promessa, egli segue la voce di Dio che lo chiama per sentieri
sconosciuti.
2. Ridestare la speranza
In Cristo, infatti, il tempo stesso è redento e si apre ad una prospettiva di gioia senza
fine e di comunione piena con Dio. Il tempo del cristiano è segnato dall'attesa delle nozze
eterne, anticipate quotidianamente nel banchetto eucaristico. Con lo
sguardo rivolto ad esse, "lo Spirito e la sposa dicono: Vieni!" (Ap 22, 17),
alimentando la speranza che sottrae il tempo alla pura ripetitività e gli conferisce il
suo senso autentico. Con la virtù della speranza, il cristiano testimonia che, al di là
di ogni male e di ogni limite, la storia reca in sé un germe di bene che il Signore farà
germogliare in pienezza. Egli guarda, pertanto, al nuovo millennio senza paura, ma
affronta le sfide e le attese del futuro con la fiduciosa certezza che nasce dalla fede
nella promessa del Signore.
3. Riaccendere la carità
Carità per il cristiano non è soltanto un gesto, o un ideale, ma è, per così dire, il
prolungamento della presenza di Cristo che dona se stesso. In occasione della
Quaresima, tutti - ricchi o poveri - sono invitati a rendere presente l'amore di
Cristo con generose opere di carità. In quest'anno giubilare la nostra carità è
chiamata, in modo particolare, a manifestare l'amore di Cristo ai fratelli che mancano del
necessario per vivere, a quanti sono vittime della fame, della violenza e
dell'ingiustizia. E' questo il modo per attualizzare le istanze di liberazione e di
fraternità già presenti nella Sacra Scrittura, che la celebrazione dell'Anno Santo
ripropone. L'antico giubileo ebraico, infatti, esigeva di liberare gli schiavi, di
rimettere i debiti, di soccorrere i poveri. Oggi nuove schiavitù e più drammatiche
povertà colpiscono moltitudini di persone, specie in Paesi del cosiddetto Terzo
Mondo. E' un grido di dolore e di disperazione che deve trovare attenti e disponibili
quanti intraprendono il cammino giubilare. Come possiamo chiedere la grazia del Giubileo
se siamo insensibili alle necessità dei poveri, se non ci impegniamo a garantire a tutti
i mezzi necessari per vivere dignitosamente? Possa il millennio che inizia essere un'epoca
nella quale finalmente l'appello di tanti uomini, nostri fratelli, che non possiedono il
minimo per vivere, trovi ascolto e fraterna accoglienza. Auspico che i cristiani, ai
diversi livelli, si facciano promotori di iniziative concrete per assicurare un'equa
distribuzione dei beni e la promozione umana integrale per ciascun individuo.
"Io sarò con voi sino
alla fine dei tempi"
Queste parole di Gesù ci assicurano che nell'annunciare e vivere il vangelo della carità
non siamo soli. Anche in questa Quaresima dell'Anno 2000 Egli ci invita a tornare al
Padre, che ci aspetta con le braccia aperte, per trasformarci in segni viventi ed efficaci
del suo amore misericordioso. A Maria, Madre di ogni sofferente e Madre della divina
Misericordia, affidiamo le nostre intenzioni ed i nostri propositi. Sia Lei la stella
luminosa del nostro cammino nel nuovo millennio. Con tali auspici, invoco su tutti la
benedizione di Dio, Uno e Trino, principio e fine di tutte le cose, al quale "fino
alla fine dei tempi" si eleva l'inno di benedizione e di lode: "Per Cristo, con
Cristo e in Cristo, a Te, Dio Padre onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo, ogni
onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen". |