Le elezioni del
1913 si svolsero secondo le indicazioni del "PATTO GENTILONI": I Cattolici
avrebbero dato il loro voto a quei candidati liberali che avessero accettato alcuni
impegni precisi, derivanti dalla dottrina sociale della Chiesa e dai principi morali.
Vinsero i moderati. Le idee di Don Sturzo si precisarono: era giunta l'ora dell'azione.
Il 17 novembre 1918 il Prete siciliano tenne a Milano una conferenza su le prospettive dei
Cattolici italiani nel dopoguerra. Era sua intenzione formare un partito di Cattolici non
su base religiosa, ma democratico-indipendente, fondato da Cattolici. Il progetto fu
approvato dal Papa Benedetto XV.
Del resto, erano queste le idee anche di Leone XIII, il Papa della giovinezza di Sturzo.
L'azione politica dei cattolici doveva essere libera e responsabile, testimonianza
autonoma di Cristiani adulti, operanti da cittadini, in nome proprio. Così si spiega lo
scioglimento del Partito Popolare, voluto dal Fascismo e l'esilio di Don Sturzo, senza che
la Santa Sede potesse intervenire in loro difesa. Don Luigi e i suoi seguaci pagarono di
persona.
Partito laico, dunque, il Partito Popolare, che era sorto nel 1919, la sera del 19 gennaio
quando a Roma, da una stanza dell'albergo S. Chiara ove alloggiava Don Sturzo, fu lanciato
al Paese il noto appello ai "liberi e forti".
La fondazione del partito era stata decisa un mese prima da una "Costituente"
di 40 persone, rappresentanti di tutte le regioni. Dopo la riunione in via dell'Umiltà,
il gruppo si raccolse per un'ora di adorazione notturna nella chiesa dei SS Apostoli:
"Durante quell'ora _ confesserà Don Sturzo _ io vidi passare dinanzi a me
tutta la tragedia della mia vita". Dall'Azione Cattolica era passato alla
politica. Ne vide i pericoli e pianse. Accettò la carica di capo del PPI con l'amarezza
nel cuore, ma come un apostolato, come un sacrificio. Era un'eccezione per un prete fare
politica, specialmente in Italia.
Dopo mezzo secolo di astensione, in obbedienza al "non expedit", i
Cattolici rientravano in blocco nella vita del Paese. Il Partito, pur evitando l'epiteto
di "cattolico", si fondava sulla morale cristiana e sulla libertà.
Don Sturzo fu prete sempre.
Tornato dall'esilio nel 1946, pur non rientrando nell'agone politico _ sebbene nominato, a
buon diritto, senatore a vita _ fu negli ultimi anni della sua esistenza, una voce sempre
viva. |