LA
GELOSIA
Una reazione normale, "umana", che può
sconfinare fino a diventare un fenomeno patologico. Paura di perdere l'amore, di rivali
inesistente che, alla lunga, rischiano di comparire davvero. E, alla base di tutto
un'enorme insicurezza che deve essere comunque debellata.
Il problema della gelosia non riguarda l'oggetto delle nostre gelosie quanto noi stessi:
siamo noi a sentirci inadeguati, destinatati al tradimento, candidati a far si che il
prossimo preferisca altre persone. L'insicurezza è la madre di tutte le gelosie: noi
"pensiamo" di non essere all'altezza di un rapporto soddisfacente, temiamo che
le persone alle quali ci sentiamo legati non ci considerino abbastanza validi, e quindi
nel fare paragoni, trovino di meglio e ci abbandonino.
Il guaio, o la fortuna, è che spesso questi ragionamenti è soltanto il geloso a farli,
è soltanto lui a svalutarsi temendo di non essere apprezzato e finendo davvero per
mostrare il lato peggiore di sé, quello che può veramente sminuirlo e fargli preferire
qualcun altro.
La gelosia può dirsi patologica (cioè quasi a livello di malattia) quando le circostanze
reali non la giustificano si dà importanza a frasi o gesti od occhiate che non la
meritano.
Le sofferenze del geloso.
Il geloso, come si è detto, soffre perché non
si considera abbastanza desiderato e apprezzato e vede qualsiasi interesse non diretto
alla sua persona come un affronto, come la conferma di non valere un granchè. Spesso è
stato reso così insicuro da carenze affettive subite da piccolo.
Divenuto grande non sopporta di non essere l'unica entità degna di considerazione al
mondo: vuole l'amore tutto per sé. Il geloso soffre e soffre davvero, anche per
banalissimi episodi.
Vivere in due, oggi, vuol dire più che mai vivere in mezzo agli altri: anche se il geloso
sfugge i confronti con il prossimo e desidererebbe l'isolamento, non è possibile e non è
conveniente.
Il rifugio di un' unione a due, amorosamente coltivata e protetta con tenerezza e non con
scenate, viene esaltato da un po' di vita sociale. Infatti, poi, il ritrovarsi nuovamente
insieme, riconquistando l'intimità cercata e no imposta dalla possessività, renderà
più preziosi e quindi più desiderati agli occhi del partner.
La gelosia nasce con l'uomo, ed è in lui fin dalla nascita.
Non è allora "cattivo" il bambino geloso del fratellino e non va rimproverato,
con il rischio di farlo sentire ancora più defraudato, ancora più infelice; al
contrario, va "coccolato", incoraggiato, amato.
Nulla smonta più il geloso (dandogli sollievo) delle parole. Il geloso vuole sentirsi
dire continuamente quanto è importante per noi. Facciamolo! È inutile minimizzare le
sofferenze del geloso, si sentirebbe ancora più incompreso. Concediamogli più
attenzione, facciamogli capire quanto sia importante per noi e la gelosia si attenuerà
fino a svanire. |
Risultati.
Prevalenza di risposte A: non
sei geloso, hai un'alta autostima, un buon concetto di te stesso e fiducia nel partner. È
un responso molto positivo a meno che non nasconda un po' di presunzione: va bene non
essere gelosi, ma pensare di poter avere dei rivali, qualche volta aiuta a dare il meglio
di sé evitando di rilassarsi troppo.
Prevalenza di risposte B: Sei
geloso ma con moderazione, senza deliri, senza mai perdere il controllo ed il rispetto di
te e del tuo partner. Non escludi di scendere sul piede di guerra, ma prima vuoi essere
certo\a che ve ne sia realmente motivo.
Prevalenza di risposte C. i
casi sono due: o hai qualche ragione per essere così follemente geloso\a e sospettoso\a e
in tal caso, riconsidera questo rapporto che ti fa vivere così male e senza sicurezze,
oppure sei un irragionevole, vedi il male e l'ombra del sospetto anche dove non c'è.
Rifletti un attimo, perché gli altri dovrebbero tradirti? In fondo sei migliore di come
ti consideri. |