Si è passati
dal sistema elettorale proporzionale al maggioritario per evitare il ricatto della "determinanza"
(socialista) e per abbattere la "sclerosi democratica" di maggioranze e
minoranze tacitamente concordate con la complicità di un elettorato statico e rassegnato.
Il cosiddetto "Mattarellum" che doveva diminuire il numero dei partiti
per garantire governi stabili, li ha invece moltiplicati creando maggioranze eterogenee e
conflittuali.
Per di più allo strapotere delle vecchie segreterie dei partiti è seguito lo strapotere
personalistico di un numero infinito di personaggi che vanno e vengono sulla scena
politica italiana senza la cura e il coraggio di proporre programmi seri e compatibili con
le necessità del Paese.
Ora i sostenitori del maggioritario ci vogliono convincere che la colpa di tutto ciò
debba attribuirsi al 25% di proporzionale che è rimasto nel sistema elettorale e che il
maggioritario totale risolverà tutto il malessere della nostra democrazia.
Tuttavia non concordano sul bipartitismo o sul bipolarismo.
E il vertice, che non si fida della base, vorrebbe stabilire le regole elettive secondo
gli schemi assunti da popoli che hanno tradizioni e costumi diversi dai nostri.
A questo punto mi pare di poter concludere che se il vertice o un referendum riusciranno
ad affermare il maggioritario totale, avremo confezionato un vestito non adatto al corpo
elettorale italiano. Avremo necessariamente
un bipolarismo turbolento, un personalismo esasperato e una caduta di affluenza elettorale
mai registrata nella nostra democrazia nata dalle ceneri del fascismo.
Intanto però conosciamo quali guasti procura il maggioritario suggerito dall'On.
Mattarella e sposato dal Parlamento.
Il bipolarismo che ne segue costringe a coalizzare, tra veti e diffidenze, personaggi e
gruppi eterogenei tra loro che minano sul nascere ogni seria proposta di governo: ecco le armate
Brancaleone.
E i leaders che si propongono di varare una coalizione valida sul piano dei numeri sono
obbligati a comportarsi come quel famoso traghettatore costretto a portare sull'altra
sponda del fiume leoni, capre e cavolfiori.
E' storia di ieri.
Sono nati così "il Polo del Buon Governo e il Polo delle Libertà" sulla
destra e le inqualificabili ipocrisie della "desistenza" sulla sinistra.
Se la smania di riformismo e gli interessi personali o di bottega cedessero il posto ad
una seria e disinteressata valutazione della riforma elettorale si potrebbe convenire sul
PROPORZIONALE CORRETTO alla tedesca che prevede un premio al maggior partito uscito dalle
urne, per garantire una maggioranza di governo, e uno sbarramento (presumibilmente del 5%)
per accedere al Parlamento.
Non è chi non veda che tale proporzionale corretto, consentendo a tutti i partiti di
partecipare alla competizione elettorale, ha in sé lo strumento (premio di maggioranza)
per assicurare una maggioranza omogenea e libera dai rischi di condizionamento
sproporzionato e il deterrente (sbarramento al 5%) per scongiurare la presenza di piccoli
gruppi parlamentari che facciano pesare oltre misura la loro partecipazione.
Lo sbarramento del 5% toglierebbe dalla scena politica i piccoli partiti o quantomeno li
costringerebbe a presentarsi in liste unite.
Semplice, no!
Ma chi non vuole questo proporzionale corretto? La DESTRA dei poteri forti dell'economia e
della finanza che mira ad esautorare la base popolare dell'elettorato con un calo abissale
di partecipazione al voto e la SINISTRA che ha sempre vagheggiato e vagheggia tuttora una
forma di Fronte Popolare aperto, si fa per dire, alla collaborazione degli "utili
idioti" (così un tempo venivano chiamati) sempre presenti nel rigoglioso giardino
politico italiano. I comunisti e i loro eredi attuali hanno sempre sofferto di nostalgia
per la faccia di Garibaldi di quarantottina memoria. E' nel loro DNA, e per questo scopo
non badano a sacrifici. |