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Il maestro Adelelmo Bartolucci

 

Pontecchio (BO), 10 marzo 2000

Spett. Direzione de "La nostra Valle"

Nel rispolverare i ricordi di famiglia, è riaffiorato l'articolo pubblicato dal giornale "La Tribuna" del lontano 26 novembre 1938, riguardante la vita e le opere di mio zio Adelelmo Bartolucci (fratello di mio nonno Angelo Raffaele).
In allegato Vi trasmettiamo tale scritto con cortese preghiera di pubblicazione perché del maestro rimanga viva la memoria.
Penso che sia bello rievocare ed esaltare la nobile figura di colui che fece dell'arte la sua suprema missione lasciandoci un patrimonio artistico che rivivrà soprattutto nelle sue opere immortali.
In segno di perenne gratitudine, Pergola gli intitolò una via della città.
Ringrazio vivamente. Distinti saluti.

Maria Luisa Sabbatucci Cataldi

Il maestro Adelelmo Bartolucci

Nacque a Pergola il maggio 1852. Ebbe i primi elementi di musica dal pergolese Pompeo Colombati e quindi a Senigallia dall'esimio maestro Vincenzo Tabellini di Bologna. Studiò poi al Conservatorio di Milano con i celebri professori Mazzucato e Boniforti ed il 16 aprile 1877 conseguì brillantemente il diploma di accademico compositore contrappuntista all'Accademia Filarmonica di Bologna.
Subitò si dedicò alla composizione ed in breve tempo, la sua spontanea vena artistica creò, a Pergola, il suo primo lavoro Giordano Bruno, che venne rappresentato la prima volta nel 1881 al R. Teatro Manzoni di Pistoia e nel 1882 al Teatro Vittorio Emanuele di Rimini, riportando un clamoroso successo. Nel 1893 il Giordano passò a Milano al Teatro Dal Verme e quindi, con sempre maggiore affermazione, nel 1904 al Teatro Quirino di Roma (…) Fu direttore della Grande Orchestra e Corpo Corale di Lugano, dove svolse anche una grande attività teatrale, dimostrandosi direttore e concertatore di grande valore (…) Diresse molte stagioni liriche nei principali teatri di Roma, Milano, Pistoia, Rimini, Lugano, Viterbo, Sant'Arcangelo, Cagli, Fossombrone e Pergola, e fu anche valente compositore di musica sacra.
(…) Pergola, che ha l'onore di avergli dato i natali e di conservarne le spoglie, deve essere orgogliosa di tanto grande figlio ed i suoi concittadini e quanti ebbero la fortuna di conoscerlo, sapranno conservare perennemente il ricordo del grande artista scomparso e del "buon maestro" che ha vissuto per l'arte, nell'arte, con l'arte.  

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