A ricordo
di Federico e Andrea
Mi sembra ieri, quando, contenti e
spensierati,
correvate giocando immezzo ai prati:
un gruppo di monelli festanti per la via
che portavano al paese gioia e allegria...
Poi la scuola... lo studio... il soldato...
e quel tempo in un attimo è volato.
Poi la fatica di trovar lavor che piace,
ma la sera insieme, a ritrovar la pace.
Piccoli sprazzi di felicità vissuta
fra amici di questa piccola borgata...
Ma poi... quella notte buia e assassina
vi rapì la vita in quella gelida mattina...
e con l'amicizia, che vi legava a quell'età,
vi ha accompagnato insieme nell'eternità.
Ciao, ragazzi;
rimarrete per sempre nel mio cuore...
anche se chi vi ha rapiti...
è la mano del Signore...
Angelo Guiducci
La tragica fine di Federico e
di Andrea, che ha rattristato tutti noi nei primi giorni di quest'anno, ripetendosi poi
nella drammatica morte del giovane Eros, ha suscitato in Angelo Guiducci il commosso
ricordo dei tempi nei quali essi giuocavano ancora con i suoi figli e gli ha suggerito
questi versi, la cui trasparente spontaneità ci fa come sentire il profumo schietto - e
il rimpianto - della vita di un piccolo paese, Pantana, che ha ancora il dono di
conservare rapporti vivi, intessuti di umanità spontanea.
Ringraziamo l'autore che ce li ha inviati, perché ci aiutano a non dimenticare momenti
dolorosi, nei quali abbiamo sperimentato il senso genuino della sicura comune
solidarietà.
L.R.
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