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I legni di Pergola

Il rientro dei "Bronzi Dorati" è stato preceduto da un altro importante appuntamento culturale.
Il primo aprile è stata inaugurata la mostra "I legni di Pergola". Un evento rinviato di quasi tre anni (la mostra doveva essere aperta nell'ottobre del 1997, ma venne annullata a causa del sisma), che va a valorizzare un lavoro lungo e complesso, portato avanti dalle Università di Perugia e Urbino e dalla Soprintendenza per i Beni artistici e storici delle Marche di Urbino.
Durante la presentazione, dopo il saluto ed i ringraziamenti di rito del Sindaco Dario Conti, ha preso la parola Maria Rosaria Valazzi, Direttore della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle Marche di Urbino.
La Valazzi si è detta entusiasta del lavoro svolto in questi anni e del rinnovato rapporto che Pergola ha istituito con il suo ricco patrimonio artistico: "il nuovo centro museale, l'attività del `Corso per Restauratori della Scuola Professionale Regionale di Urbino', questa mostra, stanno permettendo il recupero di un patrimonio storico bellissimo e la valorizzazione di un frammento di storia pergolese importante".
E' quindi intervenuta Benedetta Montevecchi, curatrice della mostra e da anni impegnata nel progetto "linea lignea".
La studiosa ha esposto il cammino, lungo e complesso, iniziato nella prima metà degli anni '90 e portato avanti dalle Università di Perugia e Urbino e dalla Soprintendenza per i Beni artistici e storici delle Marche di Urbino.
La mostra, che si doveva aprire presso l'Oratorio di San Rocco nell'ottobre del '97 ma venne rinviata a causa del sisma, è adesso allestita nel "Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola" e _ ha tenuto a sottolineare la Montevecchi _ "nel suo percorso espositivo va ad integrarsi alla perfezione con le tante altre opere presenti".
Dopo l'illustrazione di alcune statue restaurate, è intervenuto il Professor Pietro Scarpellini, docente presso l'Università di Perugia, che ha evidenziato come "forse caso raro, Enti Pubblici, Università e Soprintendenza, hanno collaborato e lavorato alla perfezione", i risultati si vedono, tanto che "l'iniziativa sta raccogliendo un interesse non solo nazionale, ma anche internazionale, con un successo che forse nessuno si sarebbe immaginato".
Le sculture e i manufatti esposti offrono un panorama, il più completo possibile, dell'arte del legno a Pergola dal XV al XVIII secolo, anche se la conferma di alcune datazioni potrà avvenire solo dopo il restauro delle opere, come nei casi del grande "Sant'Antonio Abate" della Cattedrale, del "Crocifisso" di San Giacomo, dei due "San Sebastiano" di San Vitale e di Montevecchio.
Importanti punti di riferimento sono invece offerti da alcune opere datate, quali il "San Rocco" del 1528, l'"Angelo Custode" intagliato e dipinto tra il 1630 e il 1647, il "San Nicola da Tolentino" del 1685, l'"Immacolata" del Piazzetta risalente al 1692, mentre risulta più problematica la collocazione cronologica di arredi e suppellettili, spesso di grande qualità.

Federico Temperini    

 

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