Abbiamo
svolto una catechesi sull'Indulgenza plenaria nella prima scheda di questa serie;
abbiamo poi iniziato con le due schede seguenti a illustrare gli elementi richiesti dalla
Chiesa per ottenerla: conversione sincera; celebrazione del Sacramento della
Penitenza. Ora proseguiamo nello svolgere questo argomento.
2° La Comunione Eucaristica
- Ripetiamo: esigenza di base per ottenere
l'Indulgenza plenaria è "trovarsi in comunione con Dio".
La celebrazione del Sacramento della Penitenza, se realizzata nelle dovute maniere, ce ne
dà la garanzia. Per questo l'autorità della Chiesa, nella sua potestà di disporre dei
beni di salvezza che Cristo ci ha procurato con la sua opera di redenzione, stabilisce che
per ottenere l'Indulgenza occorre la celebrazione di questo Sacramento.
Abbiamo già spiegato la volta scorsa che, però, il Sacramento della Penitenza non è
richiesto ogni volta che si intende ottenere l'Indulgenza: è necessario celebrarlo
soltanto quando si fosse in stato di peccato grave, perché allora è indispensabile
ritornare, prima di tutto, in comunione con Dio.
Invece l'autorità della Chiesa chiede che ogni volta che si vuol ottenere
l'Indulgenza Plenaria ci si accosti alla mensa Eucaristica, si riceva cioè la S.
Comunione.
- L'Eucaristia. Qual è il più grande dei Sacramenti? Se il Battesimo è
fondamentale, perché senza di esso non è possibile celebrare validamente e lecitamente
nessun altro Sacramento, se il Battesimo è la Prima Pasqua della nostra vita, perché con
esso noi veniamo immessi in quel flusso di vita divina, grazie al quale otteniamo la
salvezza, è pur vero che tutti i Sacramenti, quali segni efficaci che nelle varie
situazioni della nostra esistenza ci comunicano il Mistero Pasquale, sono divinamente
grandi: è sempre Cristo morto e risorto che agisce e realizza in noi la sua opera
salvatrice.
Ma nell'Eucaristia noi riceviamo addirittura l'Autore della salvezza e in essa noi abbiamo
il "culmine" e la "fonte" di tutta la vita cristiana, perché
l'Eucaristia ci mette in un modo tutto particolare (banchetto-cibo-nutrimento) in
comunione con Cristo Gesù, Figlio di Dio incarnato, morto, risuscitato per noi.
Non attingiamo soltanto a un ruscello che scaturisce dalla fonte; beviamo alla Fonte
stessa della vita.
Dobbiamo ricevere l'Eucaristia soltanto se siamo già in comunione con Dio; ma, poi,
nell'Eucaristia noi riceviamo la pienezza della vita divina, perché ce ne nutriamo come
cibo e bevanda.
E' dunque evidente che in quella liberazione totale dalle conseguenze dei nostri peccati,
qual è l'Indulgenza plenaria, il mangiare il Corpo di Cristo porta una ricchezza tutta
sua, che rientra perfettamente in un'azione divina di purificazione e di santificazione.
Che sarà il Paradiso, che l'Indulgenza plenaria dovrebbe mettere a nostra disposizione,
evitando e riducendo il nostro passaggio in Purgatorio, se non il trovarci immediatamente,
senza schermi o indugi, in un diretto rapporto d'amore con Dio? E quale atto sacramentale,
meglio dell'Eucaristia, ci mette in comunione con tutta la Chiesa, non solo con quella
terrena, ma anche con quella purgante e celeste?
- Il tema ci permette di entrare ancora una volta nel discorso relativo alla nostra
partecipazione alla S. Messa.
Pur essendo richiesta come condizione per ottenere l'Indulgenza la sola Comunione, va da
sé che questo atto sacramentale è di sua natura legato alla celebrazione del Mistero
Eucaristico nella Messa.
In questo Anno Giubilare dovrebbe rifiorire la partecipazione dei fedeli non solo alla
Comunione, ma a tutta la celebrazione dell'Eucaristia.
Ha detto molto bene il papa, nella sua bolla di indizione dell'anno giubilare, che l'Anno
Santo non può non essere un Anno squisitamente Eucaristico.
Per questo Giovanni Paolo II ha messo in programma per l'Anno del Grande Giubileo anche la
celebrazione a Roma di un Congresso Eucaristico Mondiale, che avrà la sua conclusione
nella Solennità del SS.mo Corpo e Sangue di Cristo, Giovedì 22 giugno 2000.
Ed è bene parlarne in questa Quaresima, nella quale, camminando verso la Pasqua, dobbiamo
sapere molto bene che il Mistero della Morte-Risurrezione di Cristo è già tutto presente
nel banchetto sacrificale, che il Cristo ha istituito, quale memoriale della sua Pasqua,
all'inizio della sua Passione, la sera del Giovedì Santo. |