È una pagina
stupenda quella del secondo capitolo della prima lettera di San Paolo ai Tessalonicesi;
prendiamo in considerazione i primi dodici versetti. In essi vengono delineate le
caratteristiche essenziali di un apostolo e le modalità con le quali si presenta il
missionario del vangelo, sulla base dell'esempio offerto dallo stesso San Paolo.
Il brano si apre con l'appello alla leale testimonianza dei Tessalonicesi: "Voi
stessi infatti, fratelli, sapete che la nostra venuta in mezzo a voi non è stata
vana". Non è un'illusione di San Paolo constatare frutti abbondanti e
significativi della sua missione nella città di Tessalonica; gli stessi cristiani lo
possono chiaramente attestare.
Sono tre le ragioni fondamentali di tale successo.
La piena disponibilità dei
Tessalonicesi, i quali hanno accolto la parola divina della predicazione "non
quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio, che opera in coloro
che credono" (I Tess. 2,13).
La potenza dello Spirito che ha
guidato e illuminato, che vivifica l'azione della Chiesa e tocca i cuori, perché si
aprano alla potenza della parola che salva. "Avete accolto la parola con la gioia
dello Spirito Santo anche in mezzo a grande tribolazione" (I Tess. 1,6).
La ricchezza interiore di San
Paolo e il modo con cui si è presentato nella città di Tessalonica e ha annunziato il
Vangelo.
Alla base della missione fra i
Tessalonicesi c'è la persecuzione che San Paolo ha subìto a Filippi. Difficoltà,
sofferenze, umiliazioni e perfino insuccessi non hanno minimamente intaccato il morale e
il coraggio dell'apostolo. Anzi, tutto è diventato stimolo per allargare il raggio
dell'azione missionaria, nella certezza che Dio mai abbandona i suoi eletti.
Vediamo, allora, come San Paolo descrive il suo ministero e le ragioni che lo sostengono.
1. In senso negativo, ciò che ha
evitato: inganno, secondi fini, sottintesi, interessi di qualsiasi genere. "Il
nostro appello non è stato mosso da torbidi motivi, né abbiamo usato frode alcuna
Mai abbiamo pronunziato parole di adulazione, come sapete, né avuto pensieri di
cupidigia: Dio ne è testimone. E neppure abbiamo cercato la gloria umana né da voi né
da altri" (I Tess. 2, 3-6).
È la stupenda testimonianza di una coscienza limpida, che non ha cercato "di
piacere agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori" (I Tess. 2,4).
2. In senso positivo, le qualità
che hanno distinto la comunicazione dell'apostolo: dedizione incondizionata, straordinaria
tenerezza, ricerca sincera del bene altrui.
È commovente rileggere le parole di San Paolo. "Siamo stati amorevoli presso di
voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature. Così affezionati a voi,
avremmo desiderato darvi non solo il Vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci
siete diventati cari" (I Tess. 2, 7-8).
È uno straordinario esempio di autentica sequela del Signore Gesù, di immedesimazione
nei suoi sentimenti , di intensa partecipazione al suo amore. È san Paolo immagine viva
di Gesù buon pastore, tanto che in Tess. 1,6 ha potuto affermare: "Voi siete
diventati imitatori nostri e del Signore", come se fosse la stessa cosa!
E aggiunge: "Vi ricordate infatti, fratelli, la nostra fatica e il nostro
travaglio: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno, vi abbiamo
annunziato il Vangelo di Dio
E sapete che, come fa un padre verso i propri
figli, abbiamo esortato ciascuno di voi, incoraggiandovi e scongiurandovi a comportarvi in
maniera degna di quel Dio che vi chiama al suo regno e alla sua gloria" (I Tess.
2, 9. 11).
Quando seguire Cristo e rispondere alla specifica vocazione sono autentici, si può
arrivare fino a questi livelli! |