Adesso controlla le risposte e a seconda del tipo di scelta che hai fatto, capirai
qualcosa in più del tuo rapporto con l'amore e il cibo. Risultati del test
Prevalenza di risposte "A"
Il tuo rapporto con il cibo è assolutamente normale, nel senso che è perfettamente
naturale compensare, a volte, delusioni amorose gratificandoci con qualcosa che amiamo
particolarmente mangiare. Per fortuna capisci anche che il cibo non è tutto, così come
non lo è l'amore e un rapporto equilibrato con questi due aspetti della vita favorisce
entrambe le cose. Non drammatizzi se fai una litigata con persone care, così come non dai
troppa importanza a una "abbuffata consolatoria" o alla mancanza di appetito se
un gesto d'amore non arriva: prima o poi saprai recuperare il giusto equilibrio senza
farti condizionare da un giudizio negativo.
Prevalenza di risposte
"B"
Soffri di tensioni affettive, di insicurezze che ti piace trasferire sul cibo.
Qualsiasi emozione viene trasferita sul piano fisico e tendi a "mandare giù",
nel senso proprio fisico di ingoiare cibo, o a "bloccarti" fino a rifiutare di
ingoiare qualcosa, nel senso di accettare, "digerire" un problema. Probabilmente
in questo periodo hai una vita faticosa e non piena affettivamente, e tendi a scaricare
sul cibo queste tensioni cercando aiuto o un alibi, come l'inappetenza. Perché qualcuno
si accorga che in te qualcosa non va, e venga a darti più amore, più attenzione.
Prevalenza di risposte
"C"
Sfoghi sul cibo le tue ansie, ma in realtà hai il controllo della situazione e non perdi
mai di vista il tuo benessere. Rinunciare al cibo per attirare l'attenzione fa parte di
una scelta precisa che, tuttavia, non arriverà mai a danneggiarti. Se mangi troppo per
compensare una certa scontentezza affettiva è un "mangiare troppo" che
corrisponde perfettamente, comunque al tuo carattere passionale e pieno di eccessi, che
va, in amore, da una litigata alla passione più assoluta. Così passi dal rifiuto del
cibo alla "abbuffata" soltanto perché vivi, per carattere, senza vie di mezzo,
ma sai comunque gestire questi eccessi in un senso o nell'altro: senza che ti portino un
vero danno psico - fisico.
Cibo e amore.
Dietro ogni scorretto o disordinato rapporto con il cibo ( si possono alternare nella
persona attacchi di anoressia o bulimia), c'è sempre un legame affettivo irrisolto,
oppure un difficile rapporto d'amore, una sofferenza che è di tipo sentimentale ma che si
scarica sul cibo: esagerando o rifiutandolo si esprime comunque una difficoltà ad amare o
essere amati. Se la sessualità fa paura, se si teme il rapporto con l'altro, si può
arrivare a negarsi, a negare sé stessi come soggetti d'amore: si fanno sparire,
dimagrendo, le curve che, nel caso delle donne, ne segnalano la femminilità, come se si
volesse rifiutare la possibilità di essere oggetti di un interesse amoroso. Ma il cibo
può essere anche un'arma di ricatto più o meno inconsapevole. Fin dai tempi in cui la
mamma ci prometteva: "Se mangi la verdura avrai un regalo", il cibo è
visto come segnale per attirare l'attenzione; "non mangio", oppure "mangio
troppo", e dovrai darmi affetto, prestare attenzione a un problema nascosto che
esprimo attraverso il cibo rifiutato o divorato, ma che non è mai rappresentato dal cibo:
si tratta dell'amore.
Evitare di confondere il bisogno di cibo con quello di amore, avere un comportamento che
tenga ben distinte le due cose, non è facile. Tutto parte da come sono state impostate le
cose nell'infanzia. Se la madre o comunque le persone care, usavano il cibo come premio o
strumento di ricatto, "Se sei buono ti preparo un dolce", è difficile scindere
nell'adulto un binomio "cibo uguale premura".
Crescendo si innescherà un atteggiamento che identifica l'alimentazione con il piacere.
Bisognerebbe sempre trattare il cibo per quello che è, e non far nascere nel bambino
significati che possano presentarlo come surrogato di affetto: premiatelo con un
giornalino, un gioco, ma evitate di identificare col cibo la testimonianza d'affetto. |