Diventare
una città turistica: ora si puòSiamo alle soglie dell'estate, periodo clou per il
turismo. Pergola e con essa tutta l'alta valle del Cesano si attende quest'anno una buona
stagione, vista la presenza dei "Bronzi Dorati" nel museo pergolese. Dovrebbe
infatti il prezioso gruppo scultoreo essere il volano di un intero comprensorio che va da
Urbino alle Grotte di Frasassi e di qui al mare. In quest'area alcuni centri hanno già
una spiccata vocazione turistica, si pensi ai luoghi sopracitati ma anche a Mondavio o a
Serra sant'Abbondio con Fonte Avellana.
Pergola si sta attrezzando e
qualcosa è già stato fatto. Oltre ai "Bronzi Dorati" il museo è in grado di
proporre una valida pinacoteca e numerose statue lignee. Queste ultime, grazie alle mostre
e ai convegni organizzati dall'Amministrazione comunale, sono state rivalutate ed esposte
al pubblico. Ad esse va aggiunto ora il prezioso reliquiario di San Secondo recentemente
restaurato.
Pergola è inoltre innegabilmente
più bella di qualche anno fa, grazie alle molte facciate ristrutturate e al fatto che
alcuni cittadini hanno oggi una maggiore attenzione estetica (si cominciano a vedere
fioriere alle finestre ecc.).
Molto però rimane ancora da
fare. Innanzi tutto Pergola non sarà mai città d'arte sino a quando il più importante
capolavoro cittadino rimane chiuso al pubblico. Si tratta ovviamente del Palazzolo
con gli splendidi affreschi quattrocenteschi di Lorenzo D'Alessandro. Qui un accordo per
rendere fruibile il bene va trovato in tempi quanto mai brevi.
In secondo luogo è necessario
una volta per tutte decidere cosa si vuole fare della città. Vale a dire che non tutto è
compatibile con una Pergola che ambisce a diventare meta turistica.
L'amministrazione comunale ha
messo i vigili urbani a contare quanti autotreni transitano ogni giorno davanti al museo e
quindi al Palazzolo. Ebbene la cifra è impressionante: transitano lì davanti circa 500
camion ogni giorno. Alcuni di essi provengono dalla cava che si trova ai confini tra il
nostro comune e quello di Serra Sant'Abbondio, ma comunque in comune di Pergola. Quella
cava, e per il tipo di movimento che crea, e soprattutto per il tipo di impatto ambientale
che ha, è incompatibile con lo sviluppo turistico che stiamo difficilmente cercando.
Bisogna avere il coraggio di dirlo prima che sia troppo tardi. (Dove sono i verdi, gli
ambientalisti, gli amici della montagna?)
Si sta predisponendo un nuovo piano regolatore
che prevederebbe tra l'altro (in via teoricamente transitoria, ma praticamente definitiva)
di far passare quella mole di autotreni sul viale del cimitero tra i cipressi e le
stazioni della Via Crucis, luogo suggestivo e particolarmente caro ai pergolesi. E'
davvero questo che i cittadini chiedono? Come si vede continuare a tenere il piede in due
staffe può anche generare dei mostri. |