Nel nostro museo
cittadino, non sono custoditi solo i Bronzi Dorati, (come spesso molti turisti in visita
pensano) ma abbiamo anche una bella Sezione Numismatica (come riportato nel numero
di Marzo della prestigiosa rivista "Cronaca Numismatica") costituita dalla
raccolta donata da Don Luigi Carboni al Comune di Pergola.
Le monete sono ben 238 e tutte appartengono ad un periodo storico molto particolare, che
precede ed è coevo alle prime campagne napoleoniche.
Alla fine del `700, lo Stato Pontificio dovette affrontare molte difficoltà economiche e
ciò portò all'apertura di numerose zecche secondarie o minori, come vengono tecnicamente
definite, tra cui figura anche quella di Pergola. Il decentramento della produzione
monetaria, aveva lo scopo di migliorare la diffusione del circolante sul territorio e le
monete interessate da questo provvedimento, erano in special modo quelle in rame:
baiocchi, quattrini, mezzi baiocchi, ecc. La monetazione pergolese ci ricorda che la
nostra città fece parte dello Stato Pontificio, come si evince dal 2 baiocchi e mezzo con
al dritto S. Pietro (e per questo chiamato anche Sampietrino); ma quando si osserva il 2
baiocchi con al recto il fascio con scure e pileo, ci viene ricordato che Pergola venne
occupata dai francesi, fu incorporata nel 1798 dalla Repubblica Romana e ritornò sotto il
dominio papale solo nel 1801.
Le monete parlano, basta solo saperle ascoltare.
La raccolta è
costituita non solo dalla nostra antica emissione monetale, ma anche da quella di
Macerata, Fano, Matelica, Fermo, Ancona, Ascoli, Civitavecchia, ecc.
Alcuni pezzi sono delle autentiche rarità, come il 5 baiocchi di Terni, catalogato sempre
come Molto Raro, o le monete dell'assedio di Ronciglione coniate per ricordare che
dopo la partenza delle truppe francesi da Roma e la caduta della Repubblica Romana, forze
austriache assediano e prendono Ronciglione sul finire del 1799.
Il nefasto evento, verrà ricordato con la veduta della città in fiamme, alla quale è
stato dedicato il dritto del 3 baiocchi, che merita di essere visto. Certamente i Bronzi
Dorati rimangono il fiore all'occhiello del museo, sarebbe però bello che Pergola venisse
valorizzata anche per tutti gli altri tesori che possiede.
|