Ritengo che il
risultato delle Amministrative del 16 aprile rappresenti un segnale clamoroso su cui le
forze politiche dovrebbero seriamente riflettere. Quelle che hanno perduto e quelle che
hanno vinto. L'elettorato ha dimostrato che il suo consenso è sempre meno vincolato a
scelte ideologiche e tanto meno a personaggi carismatici.
Anche le regioni del Centro Italia, ove la tradizione comunista mantiene un'acritica
adesione, hanno dimostrato che certe rendite elettorali decrescono, lentamente certo, ma
decrescono. Ad ogni tornata elettorale le crepe si rendono evidenti: mano a mano che si
assottigliano le vecchie generazioni certi risultati sembrano meno scontati poiché la
gente vuole scegliere senza pregiudizi.
La sinistra ha perduto e la sua sconfitta va ben oltre il risultato conseguito
individualmente nei partiti che tradizionalmente la rappresentano.
Ha perduto, a parer mio, perché si è dimostrata incapace di tener dietro ai problemi
della nostra società e tanto meno di graduarne le mutevole priorità del momento.
DISOCCUPAZIONE
Non ci sono state proposte credibili per invertire il fenomeno: si è avuta la conferma
che, come sostengono alcuni, le sinistre siano incapaci di affrontarla.
GIUSTIZIA
Giustizia e politica non vivono più separate: c'è tra loro una osmosi che inficia la
credibilità delle loro prerogative. Che dire del politico che diventa magistrato
giustiziere e del magistrato che accusa senza farsi carico di trovare le prove, ma di
pretendere dall'accusato la dimostrazione della sua innocenza?
Quanti hanno avvertito quanto sia psicologicamente importante la convinzione diffusa che
in Italia sia più garantito il criminale che il cittadino per bene?
SICUREZZA
Il cittadino si sente indifeso. La criminalità organizzata mette in discussione lo Stato
e lo Stato, incredibilmente, rimette in libertà i malavitosi per "decorrenza dei
termini" di carcerazione.
Leggi inadeguate o pigrizia e incapacità della magistratura?
La microcriminalità ha raggiunto cifre iperboliche e la stragrande maggioranza dei
crimini rimane impunita.
Il "Bronx" ha invaso le grandi città e sta diffondendo le sue metastasi nel
territorio nazionale. Proteggersi barricando le abitazioni è diventata una necessità
mentre i costruttori di armi stanno facendo affari d'oro poiché l'autodifesa è ritenuta
necessaria, se non legittima.
Le strade sono diventate infide per tutti: circolare di notte in certi quartieri delle
grandi città è diventata un'avventura pericolosa.
Ciò che inquieta profondamente è la sfiducia montante nei confronti del politico e delle
istituzioni.
La burocrazia è elefantiaca e non produce per quel che costa.
La scuola, complice la famiglia, ha perso la bussola per un riformismo calato dall'alto
tra lo scetticismo degli addetti e degli utenti. La sua azione pedagogica e formativa si
è insabbiata sui valori di autorità e autoritarismo per cui i mascalzoni in erba trovano
difensori in aula e a casa, diffondendo nei giovani la convinzione della irresponsabilità
delle loro bravate.
Il goliardismo becero e insolente sta contagiando anche le scuole medie inferiori con il
risultato che molti professori, che non si sentono obbligati ad offrire lo spirito
missionario del sacerdote (il grande Spencer Tracy del famoso film "La città dei
ragazzi") tirano a campare rassegnati, bloccati dal terrore d'incappare in vicende
tanto care ai cronisti rampanti.
E LE LEGGI?
Il Parlamento vara fiumi di leggi; siamo un Paese inflazionato di leggi.
Ma quante se ne rispettano?
Leggi che si contraddicono, leggi espresse talvolta in modo contorto, che non si prestano
ad una interpretazione univoca. Leggi che obbediscono alle emozioni del momento o ad un
riformismo fine a se stesso.
IMMIGRAZIONE
Questo problema rappresenta il nervo scoperto della nostra società, il problema dei
problemi dei popoli ricchi.
Qui il centrosinistra ha perso la porzione maggiore di credibilità.
Nessuno può dire che il problema sia semplice e di facile soluzione, però non si può
rimanere spettatori passivi di una invasione progressiva e incontrollata.
L'immigrazione può tornare anche utile ad un Paese come il nostro, ma a condizione che
venga regolamentata con leggi severe e provvedimenti credibili. I controlli devono essere
incessanti poiché la circolazione indiscriminata degli immigrati accresce l'alto livello
endemico della criminalità nazionale.
C'è stata la riguardo una proposta del centrodestra, opportuna e furbesca in una vigilia
elettorale. Il centrosinistra si è limitato a definirla razzista. Troppo poco per
convincere di aver avvertito l'importanza del problema.
TASSE
Sono troppe, certamente sproporzionate alla qualità dei servizi che lo Stato offre.
Nelle istituzioni si è verificato poi lo scandalo che ha provocato reazioni psicologiche
inimmaginabili: mentre viene predicata l'austerità per evidenti esigenze di bilancio
finanziario e di debito pubblico, si mantiene la pletora delle rappresentanze nelle
istituzioni e si aumentano sensibilmente le prebende gli eletti a rappresentarle.
La candidatura alle "poltrone" punta al servizio per la collettività o alla
sistemazione personale degli eletti? E perché tanta reticenza nel far conoscere l'entità
delle prebende?
Molti elettori si sono poste anche queste domande e, mentre alcuni erroneamente hanno
disertato il seggio, altri l'anno raggiunto per protestare. |