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C'era una volta...il teatro.

 

"Corso di educazione teatrale in vista della riapertura del Teatro" ho letto, alcuni giorni fa, su un manifesto.
Veramente una bella notizia! Da tempo si aspetta che il Teatro riaprisse al pubblico. Ho ripercorso, in un attimo, un breve periodo della sua storia e tanti ricordi hanno affollato la mia mente... Varie volte avevo "calcato", con le mie compagne di scuola, quel palcoscenico. Ho sfogliato subito l'album dei miei vecchi ricordi e ho trovato questa fotografia che ho il piacere di pubblicare: immortala un piccolo gruppo di alunne che si esibisce in una graziosa, allegra e semplice recita intitolata "Le zingarelle".
Benché siano passati molti anni da allora, ad una ad una tutte vi ravviso, o mie compagne! Donnini Lidia, Luziotti Giovanna, Giacomelli Piera, Astolfi Iole, Moschini Adriana, Santini Luigia, Luzi Ada, la sottoscritta (che poteva posare un po' meglio), Papi Armanda.
Correva l'anno 1939 o giù di lì e tante altre recite sono state rappresentate in quel periodo per la gioia di noi ragazzi, per la soddisfazione dei nostri genitori, per il piacere dei numerosi spettatori che assistevano alle varie esibizioni. Ricordo con piacere "Il minuetto di Boccherini": un gruppo di ragazze bravissime danzava al suono delle stupende note.
Ricordo, in modo particolare, una recita divertentissima il cui protagonista era "quel tal ragazzino" che poi diventò il bravo professore Mario Beci.
Quanti bei ricordi! Poi... tutto diventa orrendo... la guerra... e i ricordi piacevoli della nostra adolescenza sono sostituiti da ricordi di paura, di angoscia, di disperazione, di distruzione, di morte...
Come risulta dalle ricerche del signor Sandro Sebastianelli in quel triste periodo, il Teatro accolse i senza tetto e gli sfollati. Successivamente alcuni sciacalli, con la complicità di deprecabili disonesti, rapinarono tutto: il sipario, le pregevoli e costose scene, l'artistico lampadario, le attrezzature dei palchi e dei palcoscenici. Persino gli stucchi ornamentali, le porte, gli interruttori e i fili elettrici furono barbaramente divelti. Successivamente il crollo della parte centrale del tetto e il non tempestivo intervento hanno causato danni all'intera struttura e... tanti anni sono passati da allora.
Finalmente la bella notizia: la riapertura del nostro vecchio Teatro le cui origini risalgono a secoli fa quando non si chiamava ancora Teatro Angel Dal Fuoco bensì Teatro della Luna. Solo nel 1860 il Teatro fu dedicato al concittadino Angel Dal Fuoco, valoroso condottiero e capitano di ventura del secolo XV. Tante furono le manifestazioni che si svolsero nel Teatro dalle sue origini sino al 1940: spettacoli di arte lirica, comica, drammatica, ricevimenti di eminenti personalità o di illustri concittadini, riunioni dell'Accademia degli Immaturi, conferenze culturali, cerimonie in occasione di liete e faste ricorrenze, comizi e dibattiti politici, intrattenimenti danzanti e veglioni carnevaleschi.
Con la speranza che il Teatro Angel Dal Fuoco possa nuovamente assolvere la sua funzione culturale, sociale e ricreativa, ci auguriamo che la notizia della sua riapertura diventi ben presto realtà, una realtà che, "affiancata" al nostro bel Museo, alle nostre belle chiese (che da tempo aspettiamo vengano riaperte), ai nostri bei palazzi e alle varie manifestazioni, servirà sicuramente a dar vita e lustro alla nostra "Pergoletta santa".


Luigia Mancini     

 

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