Chi solitamente
legge i miei articoli, pubblicati in questa rubrica, raramente avrà incontrato toni
seriosi, piuttosto molta ironia e verve per raccontare le mille barzellette che si
potrebbero inventare sul teatrino della polita. Ironia questa non fuori luogo, in quanto
al riso è sempre seguita una nota critica dei tanti fatti che altrimenti sarebbero
rimasti nella noia dei commentatori politicanti. Per una volta vorrei concedermi un po' di
libertà e tentare con voi un approccio diverso.
"9/5/2000 - Silvio Berlusconi Assolto". A queste parole molti avranno
esultato, altri si saranno mangiati il fegato, altri, e vorrei non tenerne conto, avranno
detto: "Se è colpevole, lo è perché ha rubato! Se è innocente, ha pagato per
essere assolto. Sempre colpevole resta!".
Ma l'unica persona che ha usato le parole giuste è stato Silvio Berlusconi, che ha detto:
"Oggi io non riesco ad essere contento. Non ho alcun motivo per brindare. Non provo
alcuna soddisfazione". L'unica cosa che non gli si può negare è l'onore delle armi.
Avrebbe potuto fare discorsi trionfalistici ed esultare, ma non l'ha detto, e non perché
questo se lo sarebbe potuto risparmiare, visto che come i ben pensanti dicono "la
giustizia deve fare il suo corso", ma perché tutto si può fare tranne che
commentare con tracotanza la notizia. Senz'altro per molti sarà una notizia scomoda, dato
che giornali quali "la Repubblica" o "L'Unità" hanno
riservato ad essa titoletti da terza pagina, che solo a vederli fanno venire l'orticaria.
Ma la saccenza è andata oltre, visto il mutismo di molti giornalisti sinistrorsi che
fanno parte di quella intellighenzia tanto cara ad alcuni.
Di certo questa è la prova che si sono costruite accuse intorno ad un teorema fasullo,
antidemocratico e giustizialista del "non poteva non sapere", che per ben
quattro volte, e dico quattro, è caduto, e che per altre quattro è destinato a cadere.
Ma con esso si è gettato fango per cinque anni su un solo uomo, su una sola parte della
classe politica italiana, sugli elettori che l'hanno sostenuta, e sul prestigio
internazionale non solo dell'uomo, ma anche dell'Italia, rappresentata allora da
Berlusconi quale Presidente del Consiglio. Da quel giorno di novembre di cinque anni fa
appunto, il volto politico dell'Italia è cambiato, con il sovvertimento della volontà
popolare, con ribaltoni e finti governi sostenuti da maggioranze non elette dal popolo.
Davvero un bell'esempio per questa nostra povera Italia!
Personalmente sono fiducioso, e spero che d'ora in avanti si prosegua con questo spirito
di restaurazione della giustizia, lontana dalla politica. In attesa che siano gli
elettori, al di fuori di ogni condizionamento giudiziario, ha scegliere, in un senso o
nell'altro, chi merita di ottenere la fiducia di un popolo. |