La popolazione
cesanense ha organizzato devoti pellegrinaggi al Santuario di S.Maria delle Grazie a
S.Giovanni Rotondo, dove trascorse la sua vita monastica e morì il taumaturgo Padre Pio
da Pietralcina, sin da quando era vivente. I pellegrinaggi si sono accentuati in questi
ultimi tempi dopo la sua beatificazione, e continueranno sempre più frequenti in futuro.
Recentemente anche una ristretta comitiva composta da devoti pergolesi e laurentini di
ambo i sessi, si è recata la celebre Santuario.
Quale guida dei devoti pellegrini, si è offerto gentilmente l'artista laurentino Vittorio
Fiorelli, essendo da anni ospite onorato di quella comunità e commensale dei monaci
stessi. Infatti il pittore Fiorelli è stato prescelto tra altri, per riprodurre su tela
l'immagine del Beato in varie fasi ed atteggiamenti della sua vita, e numerosi sono i
dipinti conservati nel cenobio, a Roma, a Milano, a Bologna, a Siena ed altre città,
commissionati da Enti Religiosi devoti di Padre Pio, che hanno dato notorietà e fama
all'artista laurentino in Italia ed all'Estero. Alcuni dipinti, ridotti in formato
cartolina per facilitare una maggiore distribuzione, recano la didascalia in lingua
francese, inglese, tedesca, spagnola, ecc.
La comitiva, dopo aver ascoltato la Santa Messa, si è recata a venerare le sacre spoglie
del Beato, e successivamente, con altri pellegrini, ha percorso l'itinerario all'interno
del Santuario, che termina con la cella dove avvenne il Transito del Beato.
Nel pomeriggio il Fiorelli, con il consenso del generoso Padre Gianmaria Cocomazzi
superiore del convento, al quale i pellegrini esprimono la loro indelebile gratitudine, ha
accompagnato i medesimi di sesso maschile (essendoci la clausura) all'interno del vecchio
e nuovo cenobio, dove il Beato Pio trascorse la sua tormentata esistenza. I visitatori, in
devoto e spirituale raccoglimento, hanno potuto visitare i due refettori - estivo ed
invernale - ed il Fiorelli ha indicato loro il posto dove Padre Pio ha consumato i suoi
pasti frugali con i confratelli. Sono quindi passati nella stanzetta dotata di un modesto
camino, dove il Beato si tratteneva nei mesi invernali. Successivamente si sono recati in
un angolo assai ristretto del giardino dove il Beato, da umile anacoreta, seduto su di un
semplice sgabello, meditava sulle mirabili bellezze della natura e sulle sofferenze
ineluttabili della specie umana, delle quali Egli stesso, sia pure per Grazia Divina, era
testimone. E' questo l'angolo più mistico, suggestivo e silenzioso del convento,
circoscritto da una siepe, da piante e fiori aulenti, dove Padre Pio, con la sua umiltà e
semplicità ben note, anche qui seduto su di un sedile, recitando il Santo Rosario od
altre preghiere, raggiunse il proprio ideale di concentrazione mistica e di perfezione
morale. La contemplazione di Dio non ha bisogno di spazio che non sia dentro lo spirito.
Durante la visita, il Fiorelli rammentava alcuni episodi significativi più che noti e
citava alcune frasi del Beato, tra le quali una assai eloquente che sovente ripeté
durante la sua esistenza: "Io soffro quando non soffro". Questa frase ascoltata
in quel luogo, indusse i visitatori a profonde riflessioni sulle sofferenze del Beato.
Infatti la serenità è propria di chi soffre fisicamente ed è in coloro che si rendono
partecipi del dolore, in una comunione spirituale e concreta con chi soffre e stenta.
Gesù Cristo gli aveva concesso il dono delle sacre Stimmate sul suo corpo, ed il dolore
fisico, sopportato con esemplare rassegnazione, gli consentì di attuare il precetto
dettato da Gesù stesso: "Il dolore sia al centro della vita spirituale".
Anche i pellegrini in quel luogo, mentalmente e silenziosamente, rifletterono
profondamente, come già Padre Pio, sull'esistenza di Dio, artefice dell'Universo con gli
infiniti spazi siderali, con il sole "lucerna del mondo", i pianeti, i
satelliti, le comete, le stelle incastonate nell'azzurra volta celeste; creatore degli
esseri viventi, della specie umana in origine pura ed incontaminata, poi nel corso dei
millenni in parte rimasta umana integra, in parte degenerata in odio e sopraffazione del
proprio simile, causa di dolore e di lutto.
Dio stesso, nei secoli, ha concesso il privilegio a pochi suoi devotissimi, di dispensare
grazie e miracoli, di confortare malati e bisognosi di assistenza spirituale. E' assai
prolisso l'elenco di Santi e Beati ai quali Dio ha concesso simili privilegi.
Queste sono soltanto alcune riflessioni dei pellegrini, con tante altre di carattere
mistico, escatologico, teologico e monastico. Essi sono usciti dal giardino arricchiti
spiritualmente e con una venerazione più salda per il Beato Pio.
Al termine della visita, i pellegrini hanno ringraziato vivamente il Fiorelli, per il
grande privilegio loro concesso, poiché sono assai rare le persone che possono varcare
l'ingresso del cenobio. Un pellegrinaggio mistico e spirituale, che ha confermato la
profonda fede religiosa dei partecipanti per "Colui che muove il sole e l'altre
stelle", completata ora con la conoscenza dei luoghi dove trascorse la sua vita
terrena il Santo monaco prescelto da Dio Onnipotente per dispensare grazie e favori
celesti all'umanità sofferente.

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