Presentato in
anteprima all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, il nuovo film di Woody Allen esce nelle
nostre sale con quasi un anno di ritardo.
L'attesa però non è stata vana. Accordi e disaccordi è un film intelligente e
divertente, costruito quasi come "Zelig" cioè come un documentario con false
interviste a musicisti, testimoni.
Accordi e disaccordi è la storia di un ipotetico chitarrista jazz degli anni trenta,
Emmet Ray, interpretato da Sean Penn, considerato il numero due solo dopo il grande Django
Reinhardt.
Del nostro personaggio si raccontano aneddoti comici, a volte strazianti: dall'estrema
venerazione per Reinhardt, a tal punto di svenire ogni volta che lo sentiva suonare, alla
strana contemplazione al passaggio dei treni fino ad arrivare al grottesco hobby di
sparare ai topi nelle discariche.
Ma si racconta anche del suo amore con la ragazza muta Hattie (interpretate da una
sorprendente Samantha Morton) e il matrimonio con l'affascinante Uma Thurman.
Neanche a dirlo la colonna sonora di questo film è bellissima, anche se molte volte i
movimenti delle dita di Sean Peen non corrispondono alla musica.
Woody Allen in questo film cerca di rievocare, oltre che un certo tipo di jazz a lui molto
caro, lo stile di vita degli anni compresi tra il 1920 e il 1930: i locali popolari, la
grande depressione economica e la presenza di una malavita organizzata tipicamente
italoamericana.
Da ricordare in questo film la prima, importante collaborazione di Zhao Fei direttore
della fotografia del film "Lanterne Rosse" e in particolare la magnifica
interpretazione di Sean Penn, capace di unire tenerezza, volgarità ed idealismo.
Sangue Vivo è il secondo film del regista Edoardo Winspeare (cognome scozzese ma
chiara origine salentina).
E' la storia di Zimba: una bravissima persona, un patriarca con una madre rimasta vedova
dopo la morte violenta del marito, un fratello che dopo quella morte ha cominciato a
frequentare i peggiori del paese e una moglie con aspirazioni "piccolo borghese"
che di giorno gestisce un banco di frutta al mercato e di notte cerca di collaborare in
traffici poco legali tra la costa pugliese e quella albanese.
Sangue vivo più che un semplice film sulla storia di una famiglia meridionale sembra
quasi una ricerca sociologica.
Le scelte che il regista ha compiuto per la sua realizzazione, dagli interpreti fino ad
arrivare al modo di utilizzo della macchina da presa, danno la possibilità allo
spettatore di conoscere il più oggettivamente possibile un fenomeno sociale, il forte
legame al cosiddetto clan, che soprattutto in alcune regioni del nostro sud è ancora
consuetudine e che a volte rappresenta una valida giustificazione a certi comportamenti
illegali.
Ma in fondo Sangue Vivo è anche e soprattutto una commedia: nonostante alcuni fatti di
sangue e le tensioni personali e sociali la speranza di libertà è affidata alla musica
(la "pizzica").
Ed è proprio la musica a dare al film ritmo e passionalità.
Buona visione e arrivederci ad
Ottobre! |