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San Lorenzo: così il centro muore

 

Con il trasferimento della scuola media dal vecchio edificio al nuovo, per il centro storico di San Lorenzo in Campo si sta profilando una nuova opportunità per rivitalizzarsi. Tale spostamento permetterà di dare una nuova destinazione al vecchio edificio che ospitava la scuola e di iniziare a pensare ad un recupero del centro del paese con un progetto culturale globale.
Si deve riportare la vita nell'area centrale, trasformare il centro in un cuore urbano pulsante, cercare di intrecciare le attività economiche con le iniziative culturali. Su questo tema che è determinante per lo sviluppo futuro di San Lorenzo in Campo, credo che si debba aprire un dibattito tra i cittadini, tra le forze politiche sociali e culturali.
Lo sviluppo urbano del nostro paese si è avuto in modo tale, che la parte vecchia rischia di essere dimentica del tutto. Il degrado è visibile ad occhio nudo, sulle mura della rocca crescono indisturbate le erbacce e tra le fessure trovano riparo ramarri, serpenti, topi e predatori.
Gli escrementi di piccioni, tortorelle e cani aumentano il degrado ed il senso di trascuratezza. Le vecchie fontanelle pubbliche, una volta che erano un sicuro ristoro per il turista, oggi sono tutte chiuse ed abbandonate all'incuria del tempo. La fontana nei giardini pubblici dovrebbe tornare a zampillare, attualmente risulta essere un ricettacolo di immondizia.
Ci vorrebbero degli incentivi, per coloro che ristrutturano le abitazioni e per chi mantiene o apre nuove attività economiche, perché se muore il commercio nel centro sarà anche più difficile per i residenti sopravviverci. Credo che il nuovo Piano particolareggiato del Centro Storico, debba essere presentato al più presto in Consiglio comunale per l'approvazione e che debba formulare delle proposte, per la rivitalizzazione ed il riuso anche della parte più vecchia del paese ed avanzare delle progettualità per la sistemazione, di piazze, piazzette, giardini, aree verdi abbandonate, con proposte di arredo urbano nel rispetto, della nostra tradizione culturale.
Prima o poi verrà realizzata la variante alla Statale 424, che non attraverserà più il paese, a quell'appuntamento dobbiamo arrivarci con un centro storico ristrutturato e rivitalizzato, riuscendo a promuovere ai turisti la parte più vecchia di San Lorenzo, altrimenti la vita economica inevitabilmente come è accaduto da altre parti si sposterà verso il nuovo asse stradale.
Per quanto riguarda il turismo poi i comuni vicini dimostrano di essere più attenti e più attivi del nostro. Pergola, Frontone, Serra Sant'Abbondio, Genga, Sassoferrato ed Arcevia, hanno intelligentemente deciso di unire i loro sforzi per promuovere ai visitatori, in particolare quelli stranieri, una immagine unica, con lo slogan "Sei comuni un territorio".
Mondavio, Castelleone di Suasa, Piagge, Mondolfo e Frontone propongono un itinerario turistico in bicicletta, attraverso un depliant che indica anche i principali monumenti ed i punti di ristoro. Castelleone di Suasa costruirà una area di sosta per gli autobus per il Parco archeologico di Suasa che prevede un prefabbricato con biglietteria e ristoro, pensiline per la sosta dei passeggeri, per la sosta delle bici, la sistemazione dell'area verde, la sistemazione di un piazzale, un percorso pedonale, l'illuminazione.
Pergola oltre a proporre i Bronzi dorati ai turisti, ha intrapreso una lunga serie di iniziative: l'esposizione dell'Idolino, le sculture di Loretelli, lo scoccetto, la mostra delle sculture lignee. San Lorenzo che ha sempre rivendicato una vocazione turistica è rimasto il fanalino di coda in tutta la vallata del Cesano.
Il museo archeologico, che sarà riaperto il 24 giugno 2000, se non sarà ben pubblicizzato, e collegato a diverse iniziative culturali e folcloristiche ed alle nostre altre ricchezze storiche ambientali ed archeologiche, resterà sicuramente in secondo piano rispetto alla Domus ed al museo comunale di Castelleone di Suasa.

Lamberto Barbadoro   
   

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