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PER RICORDARE...

 

Ieri, 11 giugno, festa di Pentecoste, durante la celebrazione della S. Messa si è ricordato il 186° anniversario della fondazione della gloriosa Arma dei Carabinieri.
In presenza del signor Sindaco, del signor Maresciallo della stazione dei carabinieri di Pergola e di altri carabinieri in divisa e non, il celebrante don Luigi Bau, ha ricordato con parole e argomentazioni toccanti gli innumerevoli pregi della Benemerita Arma.
Mi sono emozionata e commossa... sensazioni dovute alla mia età?
O forse al sentire nominare quei Valori che sono quelli del coraggio, dell'onore, dell'abnegazione, dell'altruismo che ogni carabiniere non può assolutamente non possedere?
O forse perché, come figlia di un carabiniere nella prima guerra mondiale, mi sono sentita particolarmente orgogliosa?
Non so quale sia stato il vero motivo della mia emozione... so solamente che è stata una bellissima sensazione.
La preghiera alla Virgo Fidelis rivolta dal signor Maresciallo alla Patrona dell'Arma, ha concluso la celebrazione della Santa Messa.
Come è nel mio carattere, un ricordo "me ne risveglia" tanti altri. Tornata a casa, il mio primo pensiero fu quello di andare a rovistare in un cassetto dove tengo le cose vecchie ma care e ho ritrovato, con mia grande soddisfazione, una fotografia ingiallita che ritraeva mio padre vestito da carabiniere in alta uniforme. In un piccolo ritaglio di giornale, piegato con cura, ma anch'esso ingiallito dal tempo e quindi a fatica leggibile, c'era scritto qualcosa... sono riuscita a ricostruire la frase:

"Sia sempre fermo il Vostro proposito di non venir mai meno ai doveri del Vostro stato di cittadini, di militari, di carabinieri. Sia sempre viva in Voi la fede negli ideali da perseguire e l'amore per l'attività che ad essi è orientata, superando sempre qualsiasi ostacolo, con la forza temprata del Vostro braccio e la potenza volitiva del Vostro carattere, ripercorrendo il solco luminoso tracciato dai nostri predecessori".
Il Comandante

Ho "ripercorso" la storia passata, quella vicina e quella recente e un "groppo" mi è venuto alla gola pensando a quanti carabinieri hanno immolato e si immolano e immolano la loro vita nell'adempimento del loro dovere.
Ho rimesso al suo posto, fra le cose mie più care la vecchia fotografia, il ritaglio di giornale, ripiegandolo con cura e ho ricordato intensamente mio padre, il suo orgoglio, il suo entusiasmo quando raccontava, a chi lo sapeva ascoltare, il periodo della sua vita di carabiniere.

  Luigia Mancini    

    

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