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Lettera aperta: Sindaco, co' t'ho da dì?

 

Molte cose, e non tutte gradevoli.

Sei da anni al timone della nostra piccola nave o peggio della nostra lenta chiatta che da sempre si muove col ritmo dell'ordinaria amministrazione.
Da cinquant'anni è così, senza progetti che tentino di dare un colpo d'ala all'iniziativa politica e programmatica per affrontare i marosi del progresso che investono rapidamente e impietosamente uomini e istituzioni.
Alcuni tentativi di progettualità di progresso sono naufragati sul nascere per le oggettive difficoltà della proposta, ma anche per l'insipiente miopia nostra: amministratori e cittadini.
Perché non ricordarne i più significativi come la richiesta del 1965 con la quale si pretendeva che l'IRI venisse nel Cesano per compensare la mancata riconversione dell'industria estrattiva della Montecatini, cessata agli inizi degli anni cinquanta?
E il centro cardiochirurgico degli anni '80, "tradito" soprattutto dai personalismi politici del momento?
La colpa?
Di tutti e di nessuno.
Noi Pergolesi abbiamo sempre piagnucolato, questo si è stato un impegno costante su cui ci siamo distinti, con la biblica attesa della "manna" dal cielo.
Della classe dirigente che i cittadini hanno scelto?
La nostra ha dato ciò che era capace di dare e se non è stata all'altezza del compito vuol dire che è stata scelta male.
Si scelse su quanto passava "il convento".
C'era di meglio? Forse si, ma il "meglio" preferiva stare alla finestra.
Converrai con me che in più di cinquant'anni le opere pubbliche realizzate rappresentino poca cosa.
Penso che la Scuola Professionale (POA di Mons. Baldelli), il Liceo Scientifico (Peppe Caprini), la Cassa Rurale e Artigiana (ancora Peppe Caprini) la Comunità Montana (Fatica) e i Bronzi possono avere valenza di promozione culturale e socioeconomica.
Il progresso cammina con le strade e noi siamo rimasti alla viabilità degli anni "papalini" e mentre soffriamo il più pernicioso degli isolamenti, non riusciamo a scorgere all'orizzonte il minimo segno di interesse più che verbale.
A questo punto dirai che sei il meno colpevole dei colpevoli e io non so darti torto. Comunque se sei una persona responsabile, e tu lo sei, ti dovresti sentir "tremare le vene e i polsi".
Quando t'insediasti, oltre sei anni fa, con la "congiura di palazzo", moralmente deplorevole e sostanzialmente inutile poiché forzò e stravolse i tempi di un avvicendamento già convenuto e documentato, fummo in molti, pur deplorando il "fattaccio", a cullare l'idea che si stessero per gettare le basi di una svolta epocale.
Salutai con soddisfazione le tue dichiarazioni d'insediamento, la chiusura del Palazzo ai governi assemblari dei veri comitati cittadini e la riforma istituzionale che accresceva l'autorità del sindaco.
Poi?
Poi la delusione, di sempre: la speranza che intervenissero iniziative di rottura per guadagnare il tempo perduto fu seppellita dal solito governicchio dell'ordinaria amministrazione che, anche se buona, non va bene per collettività come la nostra, dimezzate demograficamente e decadute sul piano dei valori istituzionali.
Per la viabilità è buio completo.
Non si è stati capaci di ottenere la realizzazione del prolungamento della Variante ovest sulla SS 424 per il quale da tanti anni esiste un progetto ESECUTIVO pagato con i soldi dei Pergolesi (Cassa Rurale e Artigiana di Pergola).
E che dire della "Pedemontana"?
E dell'Intervalliva?
Ma ciò che più mi avvilisce è l'insensibilità dimostrata nell'affrontare i problemi che assillano la Città e che dipendono dalla nostra volontà e dalla lungimirante programmazione.
Mi riferisco ai problemi che necessitano di interventi programmati gradualmente nel tempo che dovrebbero migliorare la viabilità interna del centro storico e della zona sud (via Gramsci, viale Dante e viale Kennedy).
Non mi risulta che esistano progetti pluriennali di largo respiro che incidano profondamente nel tessuto urbano.
Al riguardo mi sono permesso di suggerirne uno approfittando della ospitalità che periodicamente mi offre "La Nostra Valle": ho raccolto molti sorrisi di compatimento.
Ti conforta forse l'attività di numerosi cantieri che danno alla Città un'impressione di efficienza e di vitalità?
Ti sei chiesto cosa succederà quando cesseranno "i benefici" del sisma umbro-marchigiano?
Sindaco, scopri coraggio e fantasia e caccia dal Palazzo la filosofia del "QUIETA NON MOVERE".
Nel corso della storia attuale della nostra città è tempo ormai che RECESSIONE lasci il posto a RINASCITA che potrà realizzarsi se saprai offrirci il tuo impegno indefesso di "Governatore" sagace.

peppe lombardi  

 

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