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Luglio col bene che ti voglio vedrai non finirà...

Così recitava una canzoncina di una trentina d'anni fa. Se lo augureranno coloro che in questi giorni sono stravaccati su di una sedia sdraio al mare? Forse.
Per molti di loro questo stupendo mese di sole sta diventando un incubo. Il buon fisco a furia di semplificare e di ridurre le tasse _ due chimere ventilate da anni - ci ha ormai costretto a portare sotto l'ombrellone non la settimana enigmistica ma il "Modello Unico", corredato di tutte le istruzioni per l'uso.
C'è da chiedersi: ma proprio a luglio dovevano affibbiarci questo tormentone? A dire il vero nella compilazione del terribile modulo qualche semplificazione c'è stata, ed è dovuta al fatto che le spese da portare in detrazione sono sempre di meno. Il contribuente non dovrà più correre per raccattare, tra le scartoffie, ricevute e fatture, e ciò, è innegabile, gli semplificherà la vita. Dovrà però versare qualche liretta in più, perché delle due promesse fatte, quella della semplificazione e quella della riduzione delle imposte, la prima è entrata in vigore la seconda ancora no.
Il governo, come già la società autostrade, sta da anni "lavorando per noi" e presto manterrà le promesse. Armiamoci di molta pazienza e non disperiamo.
A dire il vero a questo punto preferiremmo lavorare da soli, senza aiuti da parte di alcuno: così potremmo entrare in autostrada sapendo quando ne usciremo e non dovremo più pagare quel socio (ormai di maggioranza) che è il fisco.
Questi sono dunque i presupposti della ripresa economica ventilata nei tiggì a tutte le ore. In altri termini: infrastrutture e riduzione dell'imposizione fiscale. Chi trovandosi nella ventura di avere un'impresa (sia essa in forma di società di persone che di capitali) si sia recato dal commercialista per pagare le tasse, ha sperimentato come grazie alla riduzione dell'imposta, di cui da anni si parla, sia possibile pagare di più. Non c'è nulla di strano, sono miracoli del "Fisco di Visco".
Vi ricordate il giochetto delle tre carte nel quale sono specialisti i napoletani? Stessa logica, pensi di tirare su l'asso e invece ti esce il fante. Peccato!
Lo stesso sta accadendo nelle località turistiche: diminuisce il traffico del 30%, gli alberghi non sono pieni come capitava gli scorsi anni, nelle pizzerie e nei ristoranti c'è posto a volontà, i negozi sono vuoti, gli ombrelloni e le sedie a sdraio li trovi sempre, eppure se ascolti la TV il settore turistico va a gonfie vele. Com'è possibile? Vuoi vedere che il turista, quest'anno, i soldi sulla riviera li manda per posta e non si fa vedere!
Gli Italiani ormai vanno al mare solo il sabato e la domenica, intasando le strade e convincendosi reciprocamente di essere in tanti, ma dal lunedì al venerdì la musica è un'altra: verificare per credere. Buone vacanze comunque, amici lettori, ovunque le trascorriate, ma occhi aperti e mente sveglia, perché qui c'è qualcuno che ci prende per il naso e ormai è qualcosa di più di un'impressione.


Paolo Fadelli

 

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