La liturgia del
matrimonio propone, fra le altre letture bibliche, il testo della lettera di San Paolo
agli Efesini, capitolo 5, versetti 2.21-33. Il brano normalmente "non è
gradito" per laffermazione. "Il marito è a capo della moglie...",
parole che fanno trascurare il paragone "...come anche Cristo è capo della Chiesa,
lui che è il salvatore del suo corpo...".
Anche il codice civile ha
eliminato lespressione "il marito è a capo della moglie..."; soltanto la
Chiesa non evita il testo della lettera agli Efesini, anzi vi rimanda, per parlare della
sacramentalità del matrimonio.
Non vogliamo cambiare le carte in
tavola; desideriamo semplicemente cercare di comprendere che cosa esattamente
lapostolo Paolo intende proporre con il suo insegnamento.
Notiamo innanzitutto che il brano
preso in esame fa parte della sezione "morale" della lettera agli Efesini, dove
vengono tracciate alcune linee fondamentali di comportamento conseguente alla "vita
nuova" prodotta dal battesimo. Allinizio del capitolo 5° troviamo una
indicazione di carattere generale, valida per tutti ed in tutti gli ambiti di vita:
"Fatevi dunque imitatori di Dio quali figli carissimi e camminate nella carità, nel
modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in
sacrificio di soave odore" (versetti 1-2).
E evidente che la carità,
cioè lamore di Dio partecipato alla creatura umana, deve caratterizzare le scelte e
le relazioni dei cristiani, fra di loro e con tutti. Ciò che contrasta con questo
principio fondamentale non è degno di uomini e donne battezzate.
Al versetto 21, poi, San Paolo
esplicita, rendendola ancora più concreta, la modalità di una relazione motivata e
animata dallamore scambievole: "Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore
di Cristo". Come a dire: Donatevi e servitevi vicendevolmente a motivo di Cristo. Di
questa "sottomissione evangelica" si tratta !
In questa luce vanno collocati
anche i rapporti coniugali, e poi familiari. In realtà, il riferimento è sempre a
Cristo: è il suo amore che domina in tutto il capitolo.
Scrive Mons. Gianfranco Ravasi:
"E fuor di dubbio che, formulando concretamente la trama delle relazioni
allinterno della coppia, Paolo resta legato al suo tempo e alla cultura sia semitica
sia greco-romana che concepiva la famiglia in chiave patriarcale. Il tema della
sottomissione della donna riflette il diritto antico che considerava la donna come un
essere subordinato rispetto al primato del marito. Tuttavia dobbiamo sottolineare che
lapostolo, pur rimanendo incarnato nel suo tempo, apre nuovi orizzonti, sorprendenti
per il suo mondo e radice della trasformazione cristiana".
Nellunione coniugale
infatti si riproduce il rapporto di Cristo con la Chiesa, e questa è si subordinata al
suo Signore, ma tale sottomissione non la umilia; al contrario, la fa esistere e la
esalta. Infatti Cristo è a capo della Chiesa non perché la assoggetta e la domina, ma
perché la salva, donandosi per lei, fino al sacrificio della croce, "al fine di
farsi comparire davanti la sua chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché
di simile, ma santa e immacolata" (versetto 27).
Del resto, Gesù aveva insegnato
ai discepoli un tipo di relazioni diverso da quello abitualmente vigente fra gli uomini:
"Coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano
il potere su di esse. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra di voi si
farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il
Figlio delluomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la
propria vita in riscatto per molti" (Vangelo di Marco, capitolo 10, versetti 42-45).
Nel brano della lettera agli
Efesini, preso in considerazione, San Paolo accentua i doveri dei mariti nei confronti
delle mogli: "Amate le vostre mogli... i mariti hanno il dovere di amare le mogli
come il proprio corpo". Si tratta di un amore pieno, totale, simile a quello che si
riversa sulla propria persona. Amare il proprio corpo equivale ad amare se stessi: moglie
e marito nel matrimonio non formano forse "una sola carne"?
Allora, mentre la donna si dedica
al bene delluomo nello spirito della donazione di Cristo verso la Chiesa,
altrettanto è chiamato a fare luomo che dona se stesso alla sua donna come fa
Cristo con la Chiesa.
Scrive ancora Mons. Ravasi:
"Ecco allora la conclusione divenuta celebre: Questo mistero è grande; lo dico in
riferimento a Cristo e alla Chiesa.
La parola "mistero",
tradotta dalla versione latina della Bibbia con "sacramento", aveva portato
direttamente alla sacramentalità del matrimonio cristiano. Il termine "mistero"
indica soltanto il grande piano salvifico che Dio sta attuando nella storia: il matrimonio
ne è il grande simbolo, è la parabola luminosa dellamore divino. E in questo senso
Paolo con la sua conclusione ci offre il fondamento per scoprire nel matrimonio cristiano
il valore di salvezza che in esso è racchiuso, essendo il riflesso più alto
dellamore e della salvezza offerta da Dio allumanità". |