Il 16 dicembre
1998, dopo un lungo priodo di sofferenze, si è spento, allospedale di Pergola, il prof.
Antonio Speranzini, figura eccezionale per le sue doti umane e professionali.
Abbiamo raccolto alcune
testimonianze di ex alunni, colleghi, amici:
"
Entrava
nellaula col suo largo sorriso, gli occhi dolci e ammiccanti, nel viso amabile, che
sprizzava simpatia da tutti i pori; e la giornata, che appariva monotona e pesante, di
colpo si illuminava e prendeva un ritmo piacevole e interessante.
Il professore Antonio ci
presentava un argomento di scienze in una forma viva, ben lontana dalla freddezza dei
testi, perché basata non solo sulla sua esperienza di medico veterinario, ma anche
sullamore per la natura, per gli animali e per ogni aspetto del creato.
Le sue lezioni non erano noiose
8spesso il suono della campanella arrivava troppo presto9, tuttavia, per renderle più
interessanti o ci portava uno dei suoi magnifici e numerosi gatti perché lo osservassimo
da vicino e apprendessimo in modo chiaro e piacevole le caratteristiche dei felini, o ci
incantava con lascolto del canto dellusignolo, da lui registrato in una notte
destate, nei pressi della sua casa in collina.
Anche gli argomenti di
matematica, astrusi e difficili per molti, per suo merito apparivano semplici e raramente
venivano dimenticati: allesame di terza media, anche per la sua vicinanza vigile e
affettuosa, quasi tutti gli alunni vincevano lansia, ottenendo i migliori
risultati
".
Come non ricordare, con tanto
affetto e infinito rimpianto, una persona così, sempre serena, pronta alla solidarietà
ed ai buoni consigli verso tutti, in particolare verso amici e colleghi; generoso e
allegro e
sempre impeccabile ed elegante, grazie anche alle cure amorevoli della
signora Giuseppina.
Purtroppo il male dopo una
pausa di miglioramento che gli aveva permesso di ritornare a insegnare lha
aggredito nuovamente, con lunghi giorni di prove e sofferenze, fino a spegnere la sua
esistenza.
Coraggio, Giuseppina, trova la
forza di continuare da sola, nel ricordo luminoso del vostro Amore, dei giorni belli e
sereni, quando ci accoglievate nella vostra casa, piena di fiori, di gatti e di cani,
nella certezza di aver donato tutta te stessa a Tonino, che ti è vicino dalla serenità
del Cielo.
Ti sia di comforto anche la frase
pronunciata da un suo allievo ora affermato veterinario davanti alla bara:
"Tutto quello che ho imparato lo devo a lui". |