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La Chiesa segno della presenza
di Dio nella storia

 
Non è possibile esaurire l’argomento con un solo articolo. Sarebbe riduttivo e si correrebbe il rischio di superficialità e di sottacere aspetti fondamentali del fenomeno Chiesa. La domanda è semplice: ci sono ragioni valide per credere nella Chiesa? Ci sono motivi di credibilità che rendono l’atto di fede ragionevole, in modo che una persona per credere non sia costretta ad accettare l’assurdo o a compiere un atto irrazionale? In altre parole la fede cristiana ha motivi razionalmente validi, che ne rendano ragionevole l’accettazione?

La risposta è positiva. Secondo l’insegnamento della Chiesa ci sono motivi razionalmente validi per compiere l’atto di fede e aderire alla Rivelazione che Dio nella Sacra Scrittura ha fatto di sé e del suo mistero: motivi di credibilità che ovviamente non hanno la forza dell’evidenza che rende credibile ciò che cade sotto i nostri sensi, ciò che è visibile e udibile.

La fede non è un moto cieco dello spirito; oggetto della fede non sono verità incomprensibili alla intelligenza umana, perché superiori alla sua capacità di penetrare nel mistero, ma sono ragionevoli, perché fondate su ragionevoli motivi di credibilità, che sono:

  1. la storicità e la divinità di Cristo, facilmente dimostrabili,
  2. il fenomeno storico Chiesa: la sua prodigiosa propagazione, la fecondità nel bene, la sua santità, la stabilità e la durata nella storia nonostante le persecuzioni, la sua eternità nella storia.

Prima rifletteremo sull’argomento più forte e fondamentale della credibilità della fede, che è Cristo, come ci insegna autorevolmente la Costituzione "Lumen Gentium" del Concilio Vaticano II.

L’Incarnazione, la nascita di Gesù come uomo, la storicità di Gesù sono stati ampiamente dimostrati dai Vangeli e anche da documenti storici che possiamo definire laici o perfino pagani, come Tacito nei suoi Annali, Svetonio, Plinio il Giovane, l’imperatore Traiano, e dal grande storico ebreo Giuseppe Flavio, vissuto nel primo secolo dopo Cristo.

Anche la divinità di Gesù non può essere messa in dubbio perché è avvalorata da prove e da testimonianze di sicura affidabilità.

Gesù è l’unico personaggio della storia la cui nascita ed esistenza sono state previste, vaticinate, profetizzate con profezie a voce e per iscritto molti secoli prima della sua nascita. È un fatto straordinario, singolare, mai accaduto né prima né dopo la venuta di Cristo. Solo Dio, Padrone e Signore del tempo e della storia può prevedere gli avvenimenti con migliaia di anni di anticipo.

Sono state previste anche le circostanze, i particolari che hanno accompagnato la nascita e la vita di Gesù, per esempio che sarebbe nato a Betlemme, da una Vergine, che la sua nascita sarebbe stata preceduata dall’apparizione di una stella, che gli uomini non l’avrebbero riconosciuto come Messia, che si sarebbe sacrificato come mite agnello per farsi carico dei peccati degli uomimi.

Altra prova e testimonianza della divinità di Cristo sono i miracoli. Guarigioni da malattie incurabili, restituzione della vista a un cieco nato, il cambiamento dell’acqua in vino alle nozze di Cana, la cessazione della tempesta sul lago fi Genezareth, la resurrezione di Lazzaro e della figlia della vedova di Naim e, infine, ilpiù straordinario dei miracoli. La sua risurrezione. Solo Dio può compiere simili prodigi.

Gesù non solo si è dichiarato Figlio di Dio, ma l’ha dimostrato con le profezie e i miracoli.

Solo chi ha occhi bendati e il cuore corrotto può negare la divinità di Cristo.

Per concludere questa prima parte, possiamo affermare che nel Vangelo ci sono fatti, argomenti, testimonianze che dimostrano ampiamente la credibilità e la ragionevolezza della fede.

Nel prossimo articolo citerò le prove e le testimonianze che ci vengono dalla Chiesa, per cui si può affermare, come diceva uno scrittore: è più arduo e difficile non credere che credere.

 

D. Luigi Bau            

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