Un uomo che non
si vuole difendere da una accusa di omicidio, una condanna ingiusta allergastolo, il
ritorno a casa dopo quarantanni di prigione, le preoccupazioni del sindaco, del
vecchio parroco e dei più anziani abitanti del paese.
Luca Sabatini aveva
trentanni quando venne processato e condannato e ne ha settanta quando ci viene
descritto mentre torna a Cisterna, il suo paese.
E stato graziato perché il
vero assassino ha confessato prima di morire, ma il suo ritorno causa lo stesso diffidenza
e anche un certo astio per le presunte sciagure provocate dalla vicenda che lha
visto protagonista.
Il giudice che al processo aveva
sostenuto laccusa continua ostinatamente a ritenerlo colpevole, ma tutti gli altri
sono convinti della sua innocenza; nonostante questo lo evitano e quando lo incontrano
nemmeno lo salutano.
La storia di Luca si intreccia
con quella di Andrea Cipriani, un giovane antifascista a suo tempo condannato al confino e
accolto dalle autorità locali come il più illustre dei figli di Cisterna.
Luca era stato il migliore amico
del padre di Andrea, che aveva accolto nella propria casa la madre del carcerato.
Da bambino, Andrea aveva passato
molto tempo con la donna; poi era diventato il suo scrivano e aveva cominciato a scrivere
a Luca per conto della madre analfabeta.
Dopo tanti anni è proprio Andrea
Cipriani a iniziare unaccanita indagine per scoprire la verità.
Perché Luca Sabatini ha
rinunciato a difendersi? Qual è il suo segreto?
Scritto nel 1956, il romanzo
appartiene al periodo in cui Silone aveva ormai rinunciato ad ogni militanza politica.
Ero un ragazzo intelligente e fin
dallinizio considerò il fascismo unautentica sciagura, ma poi capì che anche
dallaltra parte cera del marcio.
Quando Stalin e i comunisti russi
si rivelarono per quello che erano, Silone entrò in una crisi che lo portò a rinunciare
al marxismo.
Cosaltro poteva fare un
uomo intelligente? E cosè, in fondo, questo romanzo se non la lotta di pochi uomini
intelligenti contro lottusità di un intero paese? |