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libro.gif (1305 bytes)    Un libro al mese...
                                                a cura di Giuseppe Milito

 
"IL SEGRETO DI LUCA" di Ignazio Silone

Un uomo che non si vuole difendere da una accusa di omicidio, una condanna ingiusta all’ergastolo, il ritorno a casa dopo quarant’anni di prigione, le preoccupazioni del sindaco, del vecchio parroco e dei più anziani abitanti del paese.

Luca Sabatini aveva trent’anni quando venne processato e condannato e ne ha settanta quando ci viene descritto mentre torna a Cisterna, il suo paese.

E’ stato graziato perché il vero assassino ha confessato prima di morire, ma il suo ritorno causa lo stesso diffidenza e anche un certo astio per le presunte sciagure provocate dalla vicenda che l’ha visto protagonista.

Il giudice che al processo aveva sostenuto l’accusa continua ostinatamente a ritenerlo colpevole, ma tutti gli altri sono convinti della sua innocenza; nonostante questo lo evitano e quando lo incontrano nemmeno lo salutano.

La storia di Luca si intreccia con quella di Andrea Cipriani, un giovane antifascista a suo tempo condannato al confino e accolto dalle autorità locali come il più illustre dei figli di Cisterna.

Luca era stato il migliore amico del padre di Andrea, che aveva accolto nella propria casa la madre del carcerato.

Da bambino, Andrea aveva passato molto tempo con la donna; poi era diventato il suo scrivano e aveva cominciato a scrivere a Luca per conto della madre analfabeta.

Dopo tanti anni è proprio Andrea Cipriani a iniziare un’accanita indagine per scoprire la verità.

Perché Luca Sabatini ha rinunciato a difendersi? Qual è il suo segreto?

Scritto nel 1956, il romanzo appartiene al periodo in cui Silone aveva ormai rinunciato ad ogni militanza politica.

Ero un ragazzo intelligente e fin dall’inizio considerò il fascismo un’autentica sciagura, ma poi capì che anche dall’altra parte c’era del marcio.

Quando Stalin e i comunisti russi si rivelarono per quello che erano, Silone entrò in una crisi che lo portò a rinunciare al marxismo.

Cos’altro poteva fare un uomo intelligente? E cos’è, in fondo, questo romanzo se non la lotta di pochi uomini intelligenti contro l’ottusità di un intero paese?

 

 

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