Onorevoli
Colleghi! -
La maggior parte dei centri minori ma anche delle città delle Marche sorgono oggi su
alture, poste lungo i crinali che separano le vallate. Le strade che collegano il settore
appenninico alla costa tagliano i terreni di fondovalle che sono cosparsi di case
coloniche e di paesi, che devono la loro origine e la loro espansione alla presenza della
bisettrice di valle. Questo tipo di distribuzione urbana è peraltro piuttosto recente,
non risalendo oltre l'alto Medio Evo.
In età romana, infatti, le
città sorgevano in basso, sui terreni di fondovalle o lungo le strade che risalivano le
vallate, mentre sulle colline e sui crinali vi erano piccoli villaggi o isolate fattorie.
Con la guerra greco-gotica (535-553), per l'impossibilità di difendere le varie città
dagli eserciti invasori, si determinò l'abbandono definitivo e l'esodo dei superstiti
verso località più sicure.
A tale evoluzione non si
sottrassero né Sentinum né Suasa.
L'antica città romana di
Sentinum sorge nella prossimità del punto d'incontro di tre fiumi: il Sentino, la Marena
e il Sanguerone. La stessa vallata del Sentino, proprio per la sua conformazione
geografica, ha favorito le comunicazioni tra i due versanti dell'Appennino.
Da Sentinum partivano anche
strade che univano la città con Attidium e Tuficum e, seguendo il corso dei fiumi Misa e
Cesano, con Suasa e Sena Gallica.
La Sentinum romana, che Ottaviano ricostruì dopo averla incendiata e saccheggiata per
essersi ribellata e insorta a favore di Antonio, divenne una colonia aggregata alla tribù
Lemonia, con possibilità di prendere parte al voto nei Comizi di Roma.
Le prime notizie sulla forma e sulla
estensione della Sentinum romana si hanno solo in occasione della costruzione della
ferrovia Fabriano-Urbino, poiché il tracciato attraversa l'area della città.
Fu l'ingegner Raniero Mengarelli,
incaricato di seguire i primi organici scavi, a disegnare il circuito delle mura. Esse
risultarono comprendere circa 14 ettari di territorio adibito per circa metà a piazze,
fori, strade ed il restante ad abitazioni.
La rete stradale risultò formata, come poi confermeranno i successivi scavi, da due
Cardo, posti in direzione est-ovest e da due Decumano sulla direzione nord-sud. Uno
partiva dalla Porta Decumana e terminava alla Porta Pretoria, così chiamata perché vi si
trovava la decima coorte della legione.
Una più esatta pianta della
città fu definita in epoca recente ed oggi non ci sono più dubbi sia sulla estensione
sia sulla planimetria.
Gli scavi del Mengarelli e
quelli successivi, disposti e diretti dalla Soprintendenza archeologica delle Marche,
hanno dimostrato che Sentinum era una città di grandi e sontuosi palazzi con pavimenti e
pareti decorati di mosaici e marmi preziosi, di terme grandiose ed anche di un'Acropoli.
Sotto i piedi del
visitatore affiorano anche oggi tessere bianche e policrome, usate per la composizione di
mosaici a figure e disegni geometrici di notevole pregio artistico.
Il più interessante è
sicuramente quello che si trova attualmente a Monaco di Baviera. Rappresenta Apollo,
inquadrato entro la fascia dello zodiaco, con la mano sinistra appoggiata sull'anca. In
basso ci sono le raffigurazioni delle quattro stagioni e la madre terra, distesa, con le
gambe coperte da una veste, i capelli ornati di fiori e frutta e un serpente arrotolato
intorno al collo.
Tale mosaico venne acquistato nel
1806 dal Viceré d'Italia, Eugenio di Beauharnais per la somma di 1.500 scudi.
Un altro, in bianco e nero, si
trova al Museo di Ancona e raffigura ippocampi e mostri marini, disposti su quattro lati.
In una sala del Museo di Sassoferrato è possibile vedere il Ratto di Europa, anch'esso in
bianco e nero.
Ma tanti altri giacciono sotto la
terra e l'erba e tanti ancora sono andati perduti, distrutti dall'uomo e dalle intemperie.
Sono venuti anche alla
luce, attraverso il tempo, statue, bassorilievi, teste e molte lapidi, quasi tutte di
carattere funerario, elencate nel Corpus Iscriptionum latinarum (CIL).
Tutto questo denota che Sentinum
godette di un notevole benessere economico, di grande prosperità e di un lungo periodo di
tranquillità e di pace.
Si è ritrovato un vasto e ricco materiale costituito da monete, lucerne di vario
tipo, urne cinerarie, capitelli, frammenti marmorei, vasetti in vetro, oggetti personali
legati soprattutto all'abbigliamento, vasellame in ceramica, utensili in bronzo, ferro,
osso e corno per l'attività agricola ed artigianale, vasellame da mensa.
Furono scoperti poi, grazie agli scavi della Soprintendenza, un grande edificio
monumentale fuori le mura orientali della città, con carattere prevalentemente termale,
il cui portico colonnato è pavimentato a mosaico e un altro edificio termale più
piccolo. Buona parte di quanto è stato scoperto è stato reinterrato, poichè senza una
sufficiente protezione, avrebbe subìto le intemperie. Solo in parte si è proceduto al
restauro di murature, al consolidamento di alcuni mosaici dei vari pavimenti e a saggiare
in profondità qua e là la zona in modo da avere una visione rigorosamente scientifica.
Tutti i reperti archeologici recuperati sono stati schedati e collocati presso il Museo di
Sassoferrato in quattro sale ristrutturate e munite di apposite teche, che è aperto al
pubblico.
Per recuperare quanto è
ancora coperto occorre recintare l'area in modo adeguato, innalzare tettoie protettive,
edificare in sito un edificio museo dove far confluire tutto il materiale, creare una
struttura di vigilanza per dare a Sentinum il rilievo culturale che merita e la
possibilità ai numerosi visitatori di fruire dei preziosi reperti presenti nel suo
perimetro.
Suasa invece sorgeva in
quello che è oggi l'entroterra di Senigallia, nella media valle del Cesano, su un
terrazzo, alla destra del fiume, oggi denominato Pian Volpello, ai piedi dell'altura su
cui sorge l'attuale capoluogo comunale di Castelleone di Suasa. Quasi sicuramente nacque
come Praefectura nel corso del III secolo a.C. in seguito alle assegnazioni decise
dal Senato con la Lex Flaminia "De Agro Gallico et Piceno viritim
dividundum" del 232 a.C.
All'incirca durante il I secolo
a.C. si trasformò in municipium e continuò a prosperare durante l'età imperiale.
I suoi abitanti l'abbandonarono durante l'Alto Medio Evo per rifugiarsi sulle alture
circostanti dove, come gli abitanti di Sentinum, costruirono templi ed edifici utilizzando
i resti degli edifici della città romana come cave di prestito di materiale edilizio. Nel
XIII secolo i documenti dell'archivio dimostrano che l'area, che un tempo era occupata
dalla città, si era trasformata in una zona coltivata, soggetta al monastero di San
Lorenzo, sorto sulla riva opposta del fiume.
Di Suasa si tornò a parlare
grazie a Vincenzo Maria Cimarelli nel 1642 nelle Historie dello Stato di Urbino e
in pochi altri episodi culturali isolati.
Durante gli anni '50 un gruppo di appassionati locali raccolse in un piccolo antiquarium
della vicina città di San Lorenzo in Campo quello che si era rinvenuto sparso nei campi e
nelle case coloniche della zona.
Negli anni '70 la Soprintendenza
portò alla luce l'Anfiteatro, l'unico monumento della città che era rimasto sempre in
vista, restaurandone il muro perimetrale.
Nel 1987, infine, l'Istituto di Archeologia dell'Università di Bologna e l'Associazione
intercomunale Valli Misa e Nevola, avviavano con l'aiuto degli enti locali interessati e
la collaborazione della Soprintendenza archeologica delle Marche, un progetto di ricerca e
valorizzazione di Suasa con un cantiere che vede impegnati circa 40 studenti provenienti,
oltre che dalla stessa università di Bologna, anche dalle università marchigiane di
Macerata, Urbino e da università europee. Suasa è un esempio di collaborazione tra
organi statali preposti alla tutela, istituti universitari e amministrazioni locali -
forse l'unico.
L'esplorazione archeologica è
solo all'inizio rispetto alla ricchezza dell'insediamento, tuttavia le strutture messe in
luce fino ad oggi nonchè quelle che si possono desumere dall'aereofoto-interpretazione e
dai risultati delle prospezioni geofisiche appaiono tutte orientate sulla strada che
attraversa il terrazzo e i cui resti sono stati individuati nel 1987 sotto l'attuale
strada provinciale.
Suasa aveva un profondo legame
con la strada che dimostra l'antichità della sua nascita. L'asse lungo il quale la città
si sviluppa come "centro di strada", è l'asse che collega Suasa alla
retrostante Sentinum (la Civita di Sassoferrato) e quindi al sistema di collegamenti
transappenninici precedenti la costruzione (220 a.C.) e l'affermazione della Via Flaminia,
incentrati sullo sfruttamento del Passo di Colfiorito e della "valle Sinclinale
Camerte" che a nord termina appunto nella conca di Sassoferrato
In questa zona sono venute alla
luce diverse tombe, una testa di cavallo in bronzo dorato, ora custodita a Baltimora, che
per dimensioni e tipologia è simile a quella del cavallo che fa parte dei "Bronzi di
Cartoceto".
Uno scavo più recente ha
portato alla luce una grande domus romana, che occupa una zona di circa 70 metri di
larghezza e 35 metri di lunghezza. Questa domus risale all'età imperiale. La
vastità e la complessità architettonica dell'edificio, la sua vita lunga, documentata da
interventi di manutenzione e ristrutturazione che sono un eccezionale "documento
parlante" della vita domestica e quotidiana nell'arco di oltre tre secoli, la
quantità e la qualità veramente straordinaria delle decorazioni rinvenute ne fanno un
esempio di edilizia urbana tra i più interessanti dell'età romana scoperti nel
territorio della regione Marche.
Oltre agli insediamenti delle
più note città romane di Sentinum e di Suasa c'è quello di Ostra antica-Ostra Vetere,
c'è l'Oppidum di Civitalba tra Sassoferrato ed Arcevia, c'è la necropoli gallica
di Monte Fortino, c'è il villaggio Capannicolo del Monte del Guardia di Arcevia, ci sono
le mura romane di Senigallia.
Il centro romano di Ostra fu probabilmente, in origine una praefectura che poi
divenne municipium nel corso del 1^ secolo a.c. La città romana era situata sulla
riva sinistra del fiume Misa. Il sito, scavato in parte agli inizi del presente secolo, è
attualmente oggetto di scavo da parte degli archeologi della soprintendenza e ha portato
alla luce un complesso termale e un tempio.
Si può chiaramente individuare
un continuum nel percorso storico-culturale di questa area che ha una sua
caratterizzazione territoriale, archeologica, antropica e storica ben precisa per la quale
è necessario procedere ad un coordinato intervento di salvaguardia, recupero e
valorizzazione.
Per la ricchezza di questi siti
archeologici, e soprattutto perchè non si perda per sempre la possibilità di recupero e
valorizzazione dei reperti che sono venuti alla luce grazie agli scavi già effettuati,
per difendere sia ciò che è stato scoperto che quanto ancora può essere scoperto, è
necessario creare il Parco archeologico "Da Sentinum a Suasa" che costituisca un
polo di attrazione turistico-culturale collegato al flusso di visitatori che è in
costante aumento dopo l'apertura al pubblico delle Grotte di Frasassi.
A questo scopo si è costituito
ormai da tempo un consorzio tra i comuni di Castelleone di Suasa, Corinaldo, S. Lorenzo,
le province di Ancona e di Pesaro, che presto verrà allargato ai comuni di Pergola e di
Arcevia, il quale da anni in collaborazione con il Ministero per i beni culturali e
ambientali, le Soprintendenze, l'Istituto centrale per il restauro, l'università di
Bologna e l'Archeoclub ha posto in essere una politica fruttuosa per la valorizzazione e
la fruizione dei beni culturali presenti in questa area, nella quale insistono due antiquarium
già aperti: a San Lorenzo e a Sassoferrato e tre musei che prossimamente dovranno aprire
a Castelleone di Suasa, Arcevia e Pergola.
Con la presente proposta di legge
si intende definire un progetto globale di valorizzazione delle risorse disponibili nel
Parco, non realizzabile con le disponibilità finanziarie ordinarie, tenuto conto della
complessità territoriale e della specificità dei giacimenti. Ecco perchè appare
necessario promuovere un piano poliennale per sostenere un'azione straordinaria della
Soprintendenza e degli enti territoriali al fine di realizzare il monitoraggio di tutti i
giacimenti disponibili nell'area, classificare i beni mobili (reperti archeologici, beni
artistici e storici, librari ed archivistici) ed immobili (ambientali, archeologici,
architettonici) disponibili in rapporto alle specificità e ai costi indispensabili
(mobili, attrezzature, eccetera) per la loro piena valorizzazione nonchè
all'individuazione di tutti quelli di interesse nazionale ed internazionale, delimitare i
singoli giacimenti archeologici, individuare soggetti pubblici e privati di gestione
(soprintendenza, enti territoriali, università e soggetti privati) per la conservazione,
valorizzazione e fruizione, istituire formalmente il Parco archeologico "Da Sentinum
a Suasa".
Considerata l'importanza e la
specificità dei beni culturali disponibili nel Parco, con la presente proposta di legge
si intende valorizzare un patrimonio che rappresenta una delle più importanti ricchezze
delle Marche e dell'Italia centrale.
La salvaguardia di tali risorse
è posta in relazione alla loro piena utilizzazione in funzione di uno sviluppo turistico
dell'area marchigiana. Partire dalla valorizzazione di queste risorse significa operare in
stretto raccordo con il sistema formativo (corsi para-universitari e di formazione
professionale per tecnici e manodopera specializzata) da istituire presso le facoltà
delle vicine università di Urbino, Camerino, Ancona e Macerata per dare anche una
risposta concreta al disagio sociale ed in particolare alla occupazione.
Per questo motivo la gestione del
piano poliennale e quella del Parco viene affidata ai sensi delle leggi vigenti agli enti
locali interessati.
PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
Per la salvaguardia e il recupero,
la valorizzazione, la fruizione e la conservazione del patrimonio archeologico esistente
nell'area extraurbana di Sassoferrato, Castelleone di Suasa, Serra de' Conti, Pergola,
Arcevia, Corinaldo, San Lorenzo in Campo, Ostra Vetere e Senigallia è costituito il Parco
archeologico "Da Sentinum a Suasa" di seguito denominato "Parco".
Art. 2.
- Il Parco comprende l'area di Sentinum di circa 14
ettari, 5 già di proprietà del Comune di Sassoferrato e 9 di proprietà di privati, in
aperta campagna denominata "Edifici fuori le mura", e l'area di Suasa di circa
20 ettari di terreno interessati dalla città romana, di cui 16 di proprietà dello Stato,
2 di proprietà comunale, 2 di proprietà di privati, nonché le aree presenti nei comuni
di Serra de' Conti, Pergola, Arcevia, Ostra Vetere, San Lorenzo in Campo, Corinaldo,
Senigallia.
Art. 3.
- I beni culturali mobili e immobili che
costituiscono il patrimonio storico, archeologico, artistico e ambientale situati nel
Parco, individuati con le modalità di cui all'articolo 2 sono dichiarati di interesse
nazionale e per il loro recupero, valorizzazione, conservazione e fruizione si applicano
le
disposizioni della presente legge.
- Nell'area del Parco non possono essere realizzate
nuove costruzioni. All'interno del Parco sono ubicati i depositi e i laboratori della
soprintendenza per i beni archeologici delle Marche.
Art. 4.
- I Ministri per i beni culturali e ambientali, dei
lavori pubblici e ell'ambiente promuovono una intesa tra tutte le amministrazioni statali,
la regione Marche, i comuni di Sassoferrato, Castelleone di Suasa, Corinaldo, San Lorenzo
in Campo, Pergola, Arcevia, Ostra Vetere, Serra de' Conti, Senigallia, le province di
Ancona e Pesaro e gli enti pubblici, anche economici, interessati e provvedono alla
definizione di un progetto globale e di un piano pluriennale di sostegno per gli
interventi e le opere necessarie alla realizzazione dello stesso, per il perseguimento
delle finalità di cui all'articolo 1.
-
- Il progetto di cui al comma 1 è definito sulla
base delle disponibilità finanziarie previste dalla presente legge nonché di tutte le
risorse disponibili nei programmi e bilanci delle amministrazioni pubbliche e degli enti
locali interessati della regione Marche, compresi eventuali contributi dell'Unione
europea. A tal fine i predetti soggetti sono tenuti a comunicare ai Ministri di cui al
comma 1, le disponibilità suddette. L'intesa definisce, altresì, le modalità di
coordinamento e di gestione dell'intervento, che viene affidato, nel rispetto delle leggi
vigenti, agli enti locali interessati.
- Con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta dei Ministri per i beni culturali e ambientali, dei lavori pubblici
e dell'ambiente, sono finalizzate le disponibilità della presente legge e coordinate
tutte le altre disponibilità definite ai sensi del comma 2.
Art. 5.
- Nella individuazione delle aree del Parco le
soprintendenze per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici interessate
devono tenere conto dei giacimenti e delle aree limitrofe per evitare insediamenti in
contrasto con la conservazione e la valorizzazione degli stessi.
- La regione Marche, su proposta delle
soprintendenze competenti, limitatamente alle aree interessate, provvede a disporre gli
opportuni vincoli ai sensi delle leggi 1^ giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497,
e successive modificazioni.
Art. 6.
- Le soprintendenze per i beni ambientali,
architettonici, artistici e storici interessate, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, predispongono un piano operativo provvedendo a
definire i tempi, il fabbisogno finanziario e le modalità di esecuzione delle seguenti
fasi:
- monitoraggio di tutti i giacimenti disponibili
nell'area indicata all'articolo 1;
- classificazione dei beni mobili, ovvero reperti
archeologici, beni artistici e storici, librari ed archivistici, ed immobili, ovvero
ambientali, archeologici, architettonici, disponibili in rapporto alle specificità ed ai
costi necessari per la loro piena valorizzazione, nonché all'individuazione di tutti
quelli d'interesse nazionale ed internazionale;
- delimitazione dei singoli giacimenti archeologici
e definizione dei collegamenti a rete.
- Per la realizzazione di quanto previsto al comma 1
le soprintendenze per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici provvedono a
formulare ai soggetti, di cui all'articolo 4, comma 1, le proposte operative ed il
relativo fabbisogno finanziario.
- Entro sei mesi dalla realizzazione degli obiettivi
di cui al comma 1 il Ministero per i beni culturali e ambientali e la soprintendenza per i
beni ambientali, architettonici, artistici e storici competente provvedono alla
delimitazione ed alla definizione del Parco archeologico denominato "Da Sentinum a
Suasa".
Entro sei mesi dalla delimitazione
e definizione del Parco di cui al comma 3, il comune di Sassoferrato e quello di
Castelleone di Suasa provvedono all'acquisto degli ettari di terreno di proprietà di
privati che concorrono a costituire la zona denominata "Edifici fuori le mura" e
quella di Suasa.
Art. 7.
- Per l'acquisto del terreno che concorre a
costituire la zona archeologica del Parco, si provvede mediante l'erogazione di un
contributo pari a lire 250 milioni ai comuni interessati.
- Per le finalità della presente legge è
autorizzata la spesa di lire 200 miliardi per gli anni l996-1998, di cui lire 50 miliardi
per l'anno 1996, lire 75 miliardi per l'anno 1997 e lire 75 miliardi per l'anno 1998. Al
relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto,
ai fini del bilancio triennale 1996-1998, al capitolo 6856 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro per il 1996, all'uopo utilizzando l'accantonamento relativo al
Ministero del tesoro.
Il Ministro del tesoro è autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. |